A Locri in questi giorni si incontrano due realtà anomale: le cooperative della Locride, donne e uomini che si costruiscono autonomamente il lavoro in un territorio dominato dalla ‘ndrangheta, e le famiglie dei Bilanci di Giustizia [BdG] che si costruiscono un modello di benessere svincolato dalla costrizione a consumare. «L’idea è partita da una famiglia dei Bilanci di san Benedetto del Tronto – racconta don don Gianni Fazzini, tra i promotori di BdG – che ha fatto presente che il modello di consumi del nord è il sogno da cui è attratto tutto il meridione». Le famiglie dei Bilanci, un migliaio – che si riferiscono a 43 gruppi locali e sono coordinate da una segreteria con sede a Mestre – stanno sperimentando che consumare criticamente migliora la qualità della vita. Quelle famiglie nel 2007 hanno attuato una riduzione del 30 per cento dei loro acquisti, spendendo così il 20 per cento in meno di quanto riferito dai dati Istat per famiglie della stessa tipologia e soprattutto lavorando meno: da qui il miglioramento della qualità della vita.
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