Il crollo del mercato dell’auto, già avviato dall’inizio del 2008, non conosce soste, e anzi accellera. A giugno, secondo i primi dati, è stato immatricolato il 20 per cento di auto in meno rispetto allo stesso periodo del 2007. E’ un calo che riguarda tutti i segmenti. Le ragioni sono chiare, la mancanza di liquidità e, soprattutto, l’aumento del prezzo della benzina. Il costo del carburante sta rivoluzionando le abitudini dei cittadini. Sempre più spesso, infatti, l’auto viene usata solo quando è strettamente necessaria e non come unico mezzo di trasporto possibile. L’aumento di benzina e diesel, però, si trasmette lungo tutto il sistema produttivo. Secondo l’Istat, l’inflazione è arrivata, nel mese di giugno, al 3,8 per cento, il dato più alto dal 1996. I prezzi della produzione industriale, in particolare, sono cresciuti del 7,5 per cento ma i rincari più feroci riguardano i carburanti [12,6 per cento in più] e il cibo, in particolare la pasta, aumentata del 22 per cento rispetto a un anno fa. Il dato italiano, peraltro, è in linea con quello degli altri paesi dell’euro, dove l’inflazione, già a maggio, era al 3,7 per cento.
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