Cresce la tensione politica tra il governo di Buenos Aires e i contadini argentini, all’inizio di una settimana che molti definiscono «chiave» per il conflitto scoppiato il marzo scorso a seguito della decisione dell’esecutivo di innalzare le tasse sulle esportazioni di soia [di cui l’Argentina è il terzo produttore mondiale] e altri cereali anche del 45 per cento. Come riferiscono i siti web di alcuni quotidiano argentini, martedì 15 luglio si svolgeranno le due grandi manifestazioni organizzate rispettivamente dalle associazioni degli agricoltori e dal governo, in concomitanza con l’avvio della discussione in senato sui provvedimenti fiscali del governo, che culminerà con il voto di dopodomani. In primavera la protesta dei contadini era stata sposata anche dagli autotrasportatori che avevano bloccato buona parte delle principali arterie di comunicazione del paese per diversi giorni facendo scarseggiare carne, latte e derivati nei supermercati. La camera dei deputati ha già approvato la scorsa settimana le misure volute dalla presidente Cristina Kirchner. Già ieri si sono svolte nel paese alcune manifestazioni di protesta da parte degli agricoltori, in preparazione della grande mobilitazione di domani pomeriggio nelle strade di Buenos Aires. Alla stessa ora si terrà in Plaza de Congreso la contro manifestazione organizzata invece dall’ex presidente Nestor Kirchner, marito della presidente Cristina Kirchner.
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