Lazio bio in fiera. Intervista all'assessore Daniela Valentini

Comincia giovedì 9 e va avanti fino al 12 ottobre la Biofiera, a Roma[ parco della Resistenza, zona Piramide], da trascorrere «insieme, naturalmente». Alla sua terza edizione, la fiera è nata per iniziativa dell’assessorato all’agricoltura della Regione Lazio, che ne ha fatto un appuntamento interamente dedicato alla promozione del biologico «inteso come settore produttivo, percorso culturale, rispetto dell’ambiente». Tutto questo è, infatti, l’agricoltura biologica, che propone un sistema sostenibile e durevole di produzione agricola, attenta alla tutela delle campagne e della salute dei cittadini. Per questo, fra l’altro, il sistema bio impiega sostanze naturali escludendo l’uso di concimi, diserbanti e insetticidi chimici; vieta l’uso di organismi geneticamente modificati [Ogm]; si concilia solo con la difesa delle risorse naturali e della biodiversità degli habitat e delle colture e promuove la filiera corta. Nel Lazio le aziende agricole sono più di 2.500 e coltivano oltre il 10 per cento della superficie agricola. Un settore in continua espansione, che l’assessore all’agricoltura Daniela Valentini si è impegnata dall’inizio del suo mandato a promuovere e incoraggiare, come dice in questa intervista.

Riparte la Biofiera, per promuovere i prodotti dell’agricoltura biologica del Lazio. Qual è l’obiettivo specifico?
«La Biofiera, giunta con successo alla sua terza edizione, porta il meglio della produzione biologica del Lazio al centro della capitale, offrendo la possibilità ai produttori di promuovere e diffondere i propri prodotti di qualità e al consumatore di avvicinarsi a un mondo sempre più in espansione negli ultimi anni. Con la possibilità non solo di degustare le nuove specialità, ma anche di conoscere chi c’è dietro ciò che mangiamo, dando così vita a una vera filiera corta».

Può fare un bilancio delle passate edizioni e, più in generale, delle politiche regionali in favore della produzione e del consumo di prodotti di qualità?
«Lo scorso anno la Biofiera ha ospitato più di 700 mila visitatori nei quattro giorni di esposizione e ha visto la partecipazione di 150 aziende laziali che hanno non solo portato i propri prodotti al parco della Resistenza, ma anche coinvolto i mille bambini che hanno visitato la Fiera nella produzione in loco di formaggi e altre tipicità laziali. L’assessorato ha puntato molto sui prodotti di qualità della nostra regione e sulla loro promozione sui mercati locali e nazionali. Basti pensare alla promozione dei vini e degli oli laziali, pluripremiati a convegni e fiere internazionali, ma anche alle altre eccellenze del nostro territorio, presenti ai mercatini verdi di Rea Silva e promossi attraverso alcune iniziative e apposite leggi. La normativa contro gli Ogm, ad esempio, garantisce la qualità dei prodotti, quella sugli agriturismo dà la possibilità di vendere in sede le tipicità regionali. Inoltre, abbiamo tutelato e garantito il nostro latte e i prodotti caseari con l’istituzione del marchio Colossella e certificato l’abbacchio romano, garantendone la provenienza».

La Regione, e in particolare il suo assessorato, insieme alle Province, ha lanciato in queste settimane LazioSpendeBene, il paniere di qualità a 9,90 euro contro il carovita. Di cosa si tratta?
«LazioSpendeBene è un’iniziativa ideata da noi per dare una risposta concreta al periodo di crisi economica attuale e alle difficoltà dei cittadini laziali. Un modo per coniugare la lotta al carovita alla diffusione di prodotti laziali di qualità, perché si tratta di un’iniziativa che produce risparmio mangiando bene. Il paniere, che dal 15 ottobre sarà disponibile in 500 supermercati del Lazio, di cui 250 solo a Roma, contiene sei prodotti di prima necessità: un chilogrammo di pane, mezzo chilo di pasta, un litro di latte, un passata di pomodoro, un chilo di pollame o suino, due chili di ortofrutta».

Pensate di continuare con questa iniziativa?
«L’intento è proseguire anche oltre il periodo stabilito e proporre un paniere per Natale. Magari con le lenticchie di Onano».

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