Venerdì 24 ottobre si è aperto a Torino Terra Madre promossa da Slow Food all’insegna del riciclo, del risparmio energetico e della sostenibilità. «Non sorprende che questi temi siano diventati centrali in un periodo di crisi economica globale – commenta Caterina Santori di Aiab – che tocca tutti i settori produttivi del paese, creando tensione e incertezza». «Questi sentimenti – aggiunge – sono amplificati nel mondo dell’agricoltura biologica messo in discussione dalle indicazioni dell’Ue sull’agricoltura: quelle scelte potrebbero defalcare i contributi a una buona parte dei piccoli produttori, che faticosamente gestiscono aziende a conduzione familiare spesso situate in territori collinari e svantaggiati, e contribuiscono così al mantenimento della biodiversità. Ma quei cntadini hanno anche un’altra funzione insostituibile, quella di presidire davvero il territorio e tutelare l’ecosistema». Insomma, anche se le dimensioni di Slow food sono sempre più imbarazzanti, non c’è dubbio che Terra Medra è una buona occasione per far incontrare i produttori che nel nord e nel sud del mondo hanno interpretato a pieno le logiche di «basso impatto» e di «altra economia». «Sono loro più di altri a comprendere che il consumo consapevole è alla base della loro economia aziendale – dice ancora Caterina Santori – e che i criteri di decrescita produttiva vanno nella direzione della qualità di ciò che produciamo e di ciò che mangiamo». A Torino interviene anche Vandana Shiva, di cui Carta pubblica un articolo su agricoltura e decrescita nel nuovo numero in edicola da oggi in tutta Italia.
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