Un cinema per il rione Sanità? No, meglio un supermercato

Nel cuore del Rione Sanità, a Napoli, da alcune settimane ha cominciato a funzionare il supermercato «Super-O’», che rimpiazza un cinema-teatro, il «Felix». Questo quartiere, già in gravi difficoltà economiche e sociali, non aveva certo bisogno di un altro supermercato, ma magari di un asilo, di una scuola pubblica, di un centro culturale… E il supermercato ha aperto, nonostante due anni di lotte dal basso da parte di commercianti, cittadini e associazioni locali coordinate dalla Rete del Rione Sanità.
È un segnale molto brutto questo da parte dei nostri amministratori, la cui politica è ormai dettata dai potentati economico-finanziari. Questo supermercato infatti ipoteca il futuro di oltre duecento piccoli commercianti del quartiere, un’area economicamente debole, con una popolazione di 67.000 abitanti in cinque chilometri quadrati, senza un asilo-nido, senza una scuola media, senza un centro sportivo e culturale. È per questo che dico che in tale contesto un supermercato è un peccato sociale.
Sono scelte politiche come queste che portano alla nascita di quelli che molti chiamano «le due Napoli»: il Vomero e la Sanità, Posillipo e Scampia. Sono scelte politiche come queste che favoriscono la crescita della disoccupazione e favoriscono il potenziamento della camorra.
È rabbia quella che sento, come molti altri cittadini, davanti a scelte scellerate come questa, ma sento anche un senso profondo di impotenza, proprio perché per due anni abbiamo tentato tutte le strade per bloccare la costruzione del supermercato. Abbiamo usato tutte le strategie nonviolente a nostra disposizione: i boicottaggi, le petizioni popolari, u sit-in, il blocco dei lavori, il referendum…Abbiamo persino bloccato il traffico cittadino sul ponte della Sanità, provocando non pochi problemi. Nulla da fare.
Abbiamo ovviamente anche parlato con le autorità competenti a livello comunale, provinciale e regionale. Nessuna risposta. Non ho mai visto, e sì che di anni ne ho molti, una classe politica così assente. Ho avuto la netta sensazione di arrampicarmi sugli specchi.
Unico interlocutore politico è stato l’assessore regionale Corrado Gabriele, che si è reso disponibile a comperare l’ex cinema Felix, in nome della Regione Campania con alcuni fondi dell’Unione europea. Per questo abbiamo promosso un incontro ufficiale fra l’assessore e il proprietario dell’ex-cinema Felix, Antonio Cristiano, che ha accettato di venderlo. Purtroppo da parte di Corrado Gabriele non sono seguiti i fatti e il proprietario ha continuato i lavori per trasformare il Felix in un bel Supermercato. Tutti i nostri sforzi sono stati inutili. Ci sentiamo tutti traditi dalle autorità competenti, in particolare dagli assessori comunali competenti e da Corrado Gabriele.
E, beffa delle beffe, il 18 settembre, il giorno dell’inaugurazione del supermercato, il consiglio della Regione Campania ha deliberato l’acquisto del Felix. Ancora più raccapricciante è che i soldi dell’Unione europea ci sono. Anzi, fonti molto attendibili, mi dicono che il 50 per cento dei fondi europei [destinati alla Regione Campania], saranno restituiti a fine anno a Bruxelles, perché non utilizzati. Un vero capolavoro.
Questa burtta storia, insomma, è uno scandalo enorme che rivela una classe politica che in poche parole favorisce i ricchi a spese delle classi più deboli. Nel nostro caso, saranno soprattutto i piccoli commercianti del Rione Sanità che pagheranno la bolletta per l’apertura del supermercato.
Seguendo questa politica l’Italia è arrivata ad avere, secondo il recente rapporto pubblicato dalla Caritas italiana, sette milioni e mezzo di cittadini con un reddito di 500-600 euro al mese, occupando così il quinto posto mondiale per disparità di redditi [dati Ocse].
E questo grazie a scelte come quella del supermercato alla Sanità, frutto di una classe politica funzionale ai potentati economico-finanziari. Una cosa è certa: non è così che Napoli rinascerà.

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