Il Comitatone ha dato a maggioranza il suo si’ alla realizzazione del progetto Mose entro il 2012. Lo hanno reso noto ieri il Presidente della regione Veneto, Giancarlo Galan, ed il ministro per le Infrastrutture, Antonio Di Pietro, al termine della riunione a Palazzo Chigi.
Galan informa che Governo, regione Veneto e comune di Jesolo hanno votato a favore. I comuni di Mira e Chioggia si sono astenuti. Il comune di Venezia ha votato contro. “Abbiamo gia’ realizzato–afferma Galan–il 30 per cento dell’opera che costera’ 4,3 miliardi di euro. I miliardi gia’ disponibili sono 1,8. I lavori per il Mose proseguono e termineranno entro il giugno del 2012”.
Per Di Pietro “il Comitatone si e’ assunto le sue responsabilita’ ed ha accolto l’odg del Governo. Astenersi non significa salvare Venezia dall’acqua”.
l sindaco di Venezia Massimo Cacciari, al termine della riunione del Comitatone, afferma: “Ho presentato un ordine del giorno alternativo che non e’ passato. Prendo atto che il Governo andra’ avanti su questo progetto. E’ stato pero’ approvato un secondo ordine del giorno per monitorare attentamente il prosieguo dei lavori. Sono sicuro che i soldi stanziati non basteranno”.
Il governo–si legge nella nota della Presidenza del Consiglio- ha presentato un ordine del giorno che, a seguito dell’articolato percorso di esame delle soluzioni alternative al Mo.S.E. avanzate dal sindaco di Venezia nella seduta del Comitatone del 20 luglio scorso e della presa d’atto del consiglio dei ministri del 10 novembre u.s., delibera di procedere al completamento della scostruzione delle opere del Sistema Mo.S.E. e delle opere morfologiche connesse, assicurando la disponibilita’ dei finanziamenti per l’esecuzione dei lavori stessi.
Il Comitatone ha poi approvato all’unanimita’ un ordine del giorno, presentato dal sindaco Cacciari, che riafferma la necessita’ di garantire la prosecuzione degli interventi di manutenzione straordinaria dei centri lagunari, di scavo dei rii, di innalzamento del suolo pubblico e di disinquinamento della laguna attraverso il rifinanziamento della legge speciale per Venezia. Inoltre dovranno essere garantiti: un monitoraggio scrupoloso degli effetti di tutti gli interventi in atto in laguna, l’aggiornamento del piano morfologico e la disponibilita’ tempestiva di tutti i dati relativi alle attivita’ in essere per la salvaguardia del capoluogo veneto.
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