Ctm-altromercato sulle dichiarazioni di Franco Frattini [Forza Italia]

Carissimi/e tutti/e,
desideriamo aggiornarvi sul seguito avuto dalle dichiarazioni di Franco Frattini, parlamentare di Forza Italia e presidente della Comissione di controllo servizi segreti, a proposito delle organizzazioni che manifestano il proprio dissenso alla “globalizzazione dall’alto” ed in particolare al prossimo G8 di Genova. Come sapete, Ctm aveva ricevuto una visita della Digos (polizia politica) nella propria sede di Bolzano, proprio nei giorni successivi alle dichiarazioni di Frattini. La visita era stata motivata dalla richiesta di visionare un appello sulla libertà di manifestazione che Ctm aveva siglato insieme alla Rete di Lilliput, a Pax Christi, Arci ed altri. L’appello era pubblico da oltre un mese e Ctm dichiarava, in quel frangente, il proprio sconcerto e la propria preoccupazione in un comunicato stampa già diffuso (che riportiamo qui sotto). Di seguito soprattutto i quotidiani locali del Trentino Alto Adige-Sudtirol pubblicarono notizie e commenti sull’accaduto, spesso riportando inesattezze. Qui di seguito, dunque, trovate a) la rettifica inviata al quotidiano Il Mattino che riportava la dichiarazione di Frattini il quale ci annoverava tra i membri di una non specificata “sinistra antagonista”. b) la lettera aperta che la Rete di Lilliput, e Ctm come sua aderente, ha inviato proprio a Franco Frattini, specificando la propria volontà di liberamente manifestare un dissenso nelle forme della nonviolenza e della condivisione. In tale lettera a Frattini viene richiesto un momento di confronto affinchè la Rete possa chiarire le proprie finalità ed i propri percorsi, liberi e trasparenti.
Ricordiamo, inoltre, che Ctm altromercato è disponibile a fornire ulteriori informazioni a chi le richiedesse e a raccogliere idee, suggerimenti e commenti sulla questione.
grazie, a presto
ufficio stampa e CdA Ctm altromercato
Verona 5 marzo 2001

La rettifica inviata al quotidiano “Il Mattino”
Verona, 5 marzo 2001

Egregio signor Marzano, abbiamo letto il suo articolo a pag. 21 del vostro giornale del 2 marzo u.s. Desideriamo offrire alla sua attenzione alcune precisazioni.
Nella sua intervista a Franco Frattini, il parlamentare di Forza Italia parla di una “perquisizione nelle sedi della Rete Lilliput di Bolzano e Trento”. Probabilmente il riferimento era alla nostra sede: Ctm altromercato, il nostro consorzio, che aderisce alla Rete di Lilliput, ha ricevuto una visita (non una perquisizione) della Digos nei giorni seguenti alle dichiarazioni di Frattini con lo scopo di visionare il testo di un appello per la libertà di manifestare contro il G8 che Ctm altromercato aveva firmato con altre organizzazioni (tra cui la Rete di Lilliput, Arci, rete contri il g8, Pax Christi ed altri ). Il testo, peraltro, era già pubblico da oltre un mese. In quell’occasione ribadimmo in un comunicato stampa (che qui allego) la nostra convinzione ad agire in modo trasparente e pubblico nella critica ad ogni “globalizzazione dall’alto”.
Quello che per noi è importante, e che invece spesso i giornali hanno trascurato nel riferire delle vicende in questione, è chiarire quale sia la nostra attività.

Ctm altromercato è un consorzio senza fini di lucro che riunisce oltre 100 Botteghe del Mondo e che promuove e diffonde in Italia il commercio equo e solidale, instaurando rapporti diretti con piccoli produttori al sud del mondo, pagando loro un prezzo equo che consenta un livello di vita dignitoso. I progetti altromercato salvaguardano in maniera particolare i diritti dei bambini e delle donne. Ogni progetto deve inoltre rispettare l’equilibrio ambientale. Al consumatore offre prezzi trasparenti e informazione sugli squilibri tra nord e sud del mondo. In 11 anni di attività sono stati avviati progetti di cooperazione con oltre 150 gruppi di piccoli produttori presenti in 40 paesi in America latina, Asia e Africa.

Di seguito, qualche dato sulle nostre attività:

nome: Consorzio Ctm – altromercato, Soc. Coop. a.r.l. iscritta nel registro delle società del Tribunale di Bolzano ai nn. 15581/16040 anno di fondazione:1989 segni particolari: senza fini di lucro amici: 150 gruppi di produttori organizzati comunitariamente in Africa, America latina, Asia compagni di viaggio: 300 Botteghe del Mondo in tutta Italia prodotti: alimentari e artigianato dal sud del mondo, e di cooperative sociali; editoriali. totale: 3000 prodotti in listino professione: commercio equo, finanza etica, informazione. Per la cooperazione internazionale. interessi particolari: consumo critico, coltivazione biologica, rispetto dei diritti dei bambini, delle donne e di tutte le minoranze. fatturato al consumo ultimo anno 22 miliardi.

associato a: Ifat (International Federation of Alternative Trade) e Efta (European Fair Trade Association) TransFair (marchio di garanzia internazionale) sede legale (e storica): via Macello 18 – 39100 Bolzano tel. 0471/975333 show room: p.zza R. Simoni, 33 – 37122 Verona tel. 045-8008081 magazzino: via Pio XII 109, 37059 Campagnola di Zevio, (VR) altre sedi: Napoli, ufficio marketing sud piazza Garibaldi
I criteri equo solidali di Ctm altromercato Ctm altromercato · garantisce l’importazione dei prodotti a un prezzo “giusto” d’acquisto, che valorizza i costi reali di lavorazione e una retribuzione dignitosa del lavoro · assicura continuità e trasparenza nei rapporti di cooperazione diretta con i piccoli produttori organizzati · concede prefinanziamenti degli ordini fino al 50% del valore e sostiene attivamente la coltivazione biologica · Ctm altromercato offre al consumatore la garanzia che i benefici dell’acquisto di un prodotto ricadano sui produttori · Ctm altromercato prevede trasparenza sui prezzi e sulla destinazione del denaro pagato dal consumatore. · Inoltre s’impegna sul territorio per informare sulle implicazioni degli squilibri nord-sud, sulle realtà socio economiche dei piccoli produttori, sulle caratteristiche e sugli usi locali dei prodotti.

Questo è quello che siamo, quello che facciamo

In tutto ciò è per noi del tutto naturale pensare che la globalizzazione sia un percorso irreversibile. Noi non siamo contro la globalizzazione: sarebbe inutile e antistorico poiché è ormai inscritta nelle dinamiche sociali e relazionali. Quello che tuttavia crediamo irrinunciabile sia sperimentare una globalizzazione altra, una globalizzazione dal basso che pensi e agisca in una logica mondiale, ma tenendo conto della centralità delle persone, dei valori della differenza, della giustizia (economica, ambientale, etica), dello scambio paritario tra i popoli, le economie e le culture del pianeta. Siamo, conseguentemente ed orgogliosamente, oltre ogni confine. E proprio per questo, non è per noi accettabile essere etichettati con riferimenti a parti politiche, come appare nelle dichiarazioni di Frattini da Lei riportate, che, pur indirettamente, ci inscrivono tra i soggetti della “sinistra antagonista”. Desideriamo specificare che la nostra attività non è connessa né a questa, né ad alcuna altra parte politica. Siamo un’organizzazione libera e indipendente, apartitica, aconfessionale e non soggetta ad alcun vincolo con altri soggetti del panorama politico. La nostra politica, l’unica che riteniamo consona al nostro agire, è quella di informare ed agire sulle questioni relative agli squilibri tra Nord e Sud del mondo e di condividere questa posizione con coloro che, a loro volta, vi si riconoscono. La ringraziamo per l’attenzione e la salutiamo cordialmente. Rimaniamo a disposizione per qualsiasi altro chiarimento.

per ufficio stampa Ctm altromercato
drs Simonetta Lorigliola

Il comunicato stampa di CTM Altromercato in seguito alla visita della polizia nella sua sede di Bolzano
Bolzano 19 febbraio 2001

Libertà di espressione

Le recenti dichiarazioni di Franco Frattini, parlamentare di Forza Italia e presidente del Comitato di controllo sui Servizi sono preoccupanti in un paese democratico. Frattini ha paventato l’esistenza di complotti internazionali tra le organizzazioni della rete contro il G8, sottolineando la necessità di prevenire e recidere i collegamenti tra queste, quando tali collegamenti sono trasparenti ed assolutamente visibili, volti ad informare i cittadini sui rischi della globalizzazione a senso unico. Ctm altromercato, in concomitanza (giovedì 15/2 mattina) a quelle dichiarazioni, ha ricevuto presso la sua sede di Bolzano una visita della polizia che richiedeva il testo dell’appello sulla libertà di manifestare durante i prossimi lavori del G8 a Genova, e per conoscere meglio “chi siamo e cosa facciamo”. Un appello pubblico, firmato da Ctm assieme a molte organizzazioni nazionali (Centro Nuovo Modello di Sviluppo, Forum ambientalista, Arci, Aifo, Sdebitarsi, Lilliput, Pax Christi?) La concomitanza dei due eventi ci sembra quantomeno preoccupante. Ctm altromercato rivendica da una lato la sua scelta assoluta alla nonviolenza e dall’altro la libertà di manifestare liberamente poiché non vi sono segreti e complotti nel voler esprimere la propria contrarietà ad una globalizzazione dall’alto e nel farlo assieme a quei soggetti che condividono questa convinzione.

Consiglio di Amministrazione e Ufficio Stampa Ctm altromercato

La lettera della rete di Lilliput a Franco Frattini
5 marzo 2001

Egregio Onorevole Frattini, apprendiamo dal titolo in prima pagina di una Sua intervista (uscita il 2 marzo 2001) che in Italia esisterebbe un “rischio eversione” e che uno dei potenziali luoghi di questo rischio sarebbe la Rete Lilliput. Che una rete di associazioni non govrenative che ha tra i suoi promotori nazionali il WWF e Pax Christi, una grande organizzaizone del commercio equo e solidale e i missionari comboniani, Mani Tese, padre Zanotelli e Francuccio Gesualdi del Centro Nuovo Modello di Sviluppo, possa essere la sede di una qualche strategia eversiva in questo paese già pieno di misteri, potrebbe passare per una delle battute migliori di questo fine carnevale, se non fosse che Ella non parla a titolo personale ma in quanto Presidente della Commissione di controllo dei servizi segreti del Parlamento italiano. Come se non bastasse è di alcuni giorni fa la notizia, da Ella rivendicata nell’articolo in questione, di una perquisizione alla sede di Lilliput di Bolzano… in realtà struttura del commercio equo e solidale dove la polizia avrà probabilmente rintracciato prove scottanti come cioccolato e miele prodotti dalle cooperative del Sud del mondo con cui le nostre realtà fanno da anni cooperazione internazionale, per sfuggire alle regole inique di scambi internazionali monopolizzati dalle grandi imprese multinazionali. Tuitto questo suona ridicolo appunto, oltre che incomprensibile spreco di denaro ed energie pubbliche, se non fosse che a rivendicarlo c’è una carica tanto importante e delicata come la Sua, nonché per il fatto che queste dichiarazioni si inseriscono in una deprecabile attitudine dei mass media a creare un clima di insicurezza su questo genere di realtà del mondo non governativo. Insicurezza che viene motivata con accuse francamente grottesche, iscrivendo d’ufficio in aree politiche e culturali (la “sinistra antagonista”) realtà come la nostra che rifiutano etichettature ed estranee agli schieramenti tradizionali. Lilliput è una Rete eterogenea ma fortemente vincolata ad alcuni valori ed obiettivi (primo fra tutti la nonviolenza) cui si riconoscono tutti i nostri nodi: non troverà – come dice esplicitamente – al nostro interno contraddizioni su questo punto, né persone “da verificare”. Certo, la Rete Lilliput è tra gli organizzatori attivi del Forum internazionale e delle iniziative di dissenso che si terranno in vista del vertice dei G8 di Genova, secondo una tradizione che ormai da circa un quindicennio accompagna questo tipo di vertici, e come già avvenuto in occasione del vertice G7-G8 di Napoli, 1994. Anche per questo abbiamo firmato assieme a tantissime altre organizzazioni un appello (“Genova città aperta”) per il diritto a manifestare in spazi adeguati, ed abbiamo avviato con rappresentanti del governo un confronto in questo senso. A Genova porteremo un dissenso fermo sui contenuti e che si svolgerà alla piena luce del sole, come per altro avviene già ora nelle iniziative preparatorie di incontro con il Governo, e come alla luce del sole e in piena trasparenza e visibilità si svolge ogni iniziativa della nostra Rete. Per sapere cosa facciamo non è necessario inviare poliziotti, ma basta andare sul nostro sito internet (www.retelilliput.it), dove troverà degli utili documenti sulla possibilità di costruire un mondo migliore e meno iniquo rispetto quello attuale, oppure partecipare alle nostre riunioni, ove sarà nostro piacere ospitarLa per raccontarLe che genere di lavoro facciamo nel totale vuoto della politica istituzionale sui temi che ci stanno più a cuore, come la costruzione di un’economia di giustizia e di sostenibilità ambientale. Nel caso che invece non Le sarà possibile essere nostro ospite, chiediamo a questo punto a Lei e a tutti i membri della Sua Commissione di essere ricevuti al più presto, onde evitare l’innescarsi (oltre che di ulteriori sprechi di danaro pubblico) di pericolosi meccanismi di più o meno involontaria disinformazione, che crediamo nuocciano anche alle istituzioni che stanno lavorando, come speriamo, affinché Genova possa diventare un profiquo momento di confronto non solo tra gli otto grandi ma tra tutte quelle realtà non governative che esprimono punti di vista differenti, secondo una visione liberale del confronto che a Lei dovrebbe essere particolarmente cara.

La Rete di Lilliput

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