Limiti di espansione urbana a Parma

Si è svolta lo scorso mercoledì 2 maggio presso la libreria Fiaccadori, la conferenza di presentazione del libro “NO SPRAWL – I LIMITI DELL’ESPANSIONE URBANA.” (ed. Alinea).

L’iniziativa è stata organizzata dal Circolo Il Borgo, WWF, Legambiente, il Caffè di Parma, Insieme per Parma con il Patrocinio del Forum delle Associazioni Culturali Parmensi.

Alla conferenza hanno partecipato Maria Chiara Cavallo (Provincia di Parma), Edoardo Salzano, docente dell’Università IUAV di Venezia, Georg Josef Frisch, architetto ed urbanista ed Eugenio Caggiati in qualità di moderatore.

Presenti numerosi candidati al consiglio comunale e nei consigli di quartiere e due candidati sindaci: Alfredo Peri e Arturo Balestrieri, oltre a Bruno Abati intervenuto in rappresentanza di Cinzia Ferraroni.

Il tema fondamentale dell’incontro, filo conduttore del libro, è stato quello del consumo di suolo.

Un problema di dimensioni generali e particolarmente complesse che coinvolge l’intero pianeta (il tasso di incremento di superfici urbanizzate è del 2.7% all’anno, 128.000 kmq, una superficie paragonabile alla Grecia), ma che è particolarmente rilevante sia a livello nazionale che a livello locale.

Il caso della Provincia e del Comune di Parma presenta infatti alcune peculiarità: il territorio continua ad essere definito “Food Valley” nonostante un’analisi, sia dello stato dell’arte sia delle linee evolutive previste dai piani urbanistici futuri, evidenzi un quadro evidente di consumo di suolo (in particolare agricolo) proprio in un’area che fa dell’agroalimentare di qualità un elemento identitario e al tempo stesso uno dei massimi fattori di sviluppo economico locale.

Dopo la prima relazione della Dott.ssa Cavallo sulla situazione locale, i professori Frisch e Salzano (ideatori di un sito internet tra i più completi al mondo sul consumo di suolo: www.eddyburg.it ) hanno analizzato le linee di tendenza e le politiche realizzate in altri stati europei (in particolare Germania e Gran Bretagna) che da decenni si sono attivati, con successo, per la riduzione del consumo di territorio. Sono stati successivamente analizzati i diversi progetti di legge in materia presenti (e giacenti) nel Parlamento Italiano, da due legislature.

Un tema fondamentale, collegato al problema del consumo di suolo, affrontato nell’incontro è stato poi quello dell’idea di città.

Si sono analizzati i costi della “città diffusa” e della trasformazione urbana in una sorta di “nonluogo” in contraddizione con la storia millenaria delle aree urbane nel nostro continente.

Una città “a perdere” in cui sono più facili lo smarrimento della coscienza comunitaria e un senso di estraniamento e di perdita di identità.

Sprawl, ha ricordato Frisch, significa: “sguaiatamente sdraiato.” No sprawl (il titolo del libro presentato) significa insieme: riciclo dei suoli, attivazione dei lotti liberi, edilizia a basso consumo di aree, permeabilizzazione, strumenti economici e fiscali per favorire il contenimento della speculazione edilizia, pianificazione territoriale e, non ultimo, dialogo fra attori e dinamiche partecipative sull’uso de suolo attraverso strumenti quali quello di Agenda 21.

Contenere il consumo di suolo è una importante sfida: una politica necessaria per ridare dignità alla Politica intesa come impegno lungimirante per il bene comune.

L’Italia, ma anche la stessa Parma, sono molto in ritardo rispetto ad una coscientizzazione e una formazione adeguate su questi temi che coinvolgono le modalità e gli stili di vita delle persone, delle generazioni attuali, come di quelle future.

L’incontro promosso dal Borgo e da un sodalizio plurale e significativo di associazioni ha avuto il merito di affrontare un tema spinoso e complesso con grande capacità di approfondimento e una visione interdisciplinare e attenta a territori e contesti differenti.

Politica e cittadini, questo il messaggio finale del Prof. Edoardo Salzano devono cooperare affinché il problema della salvaguardia dal consumo di suolo e di una progettazione responsabile delle aree urbane secondo un’ottica di sostenibilità siano possibili, grazie anche a nuovi strumenti legislativi e fiscali.

Una sfida, anche, per chi vorrà abitare e governare la Parma del futuro.

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