“Genoeg”, rivista non patinata di stili di vita" è il punto di riferimento per molti in Olanda che, per vari motivi, si impegnano a ridurre i propri consumi. I tre principi fondamentali di Genoeg sono: salvare il portafoglio, salvare la terra e salvarsi l’"anima".
Anche se l’Olanda è uno dei paesi più ricchi del mondo, un numero crescente di persone spendono poco: al alcuni questo è imposto dalle circostanze, ma per altri è il frutto della scelta di non prendere parte alla frenesia della crescita economica. A questi ultimi la rivista si rivolge fornendo molti consigli pratici su come spendere meno. Un altro gruppo di lettori è costituito da coloro che sono sensibili alle tematiche ambientaliste, riducendo i propri consumi, consapevoli del progressivo esaurimento delle risorse sia, delle fonti di energia e del continuo aumento dei rifiuti e dell’inquinamento. Un’altra motivazione per ridurre i consumi è che la corsa al consumo non rende felici.
Oltre a Goenoeg, in Olanda vi sono molte altre iniziative per la promozione della sobrietà, ad esempio Zov, un’organizzazione che cerca di proporre alternative alla società dei consumi, o l’associazione Zuinigheid [semplicità con stile. www.zuinigst.nl]. Si contano più di ottanta circuiti Lets [Local exchange trading system, sistema di commercio su scambio locale, una specie di banche del tempo] in cui le persone si scambiano beni e servizi direttamente, senza pagamenti in denaro. Infine l’Olanda può contare su un gruppo di giovani entusiasti di fede cristiana che operano sotto il nome di Time to turn [Tempo di scolta, www.timetoturn.nl].
Gli “autoriduttori di consumo” [downsizers] più vicini alla sensibilità ecologica si trovano in Spagna. Uno dei suoi propugnatori è stat Carlos Fresnada, giornalista corrispondente da New York, con suo libro La vida simple. L’organizzazione Tierra [www.ecotierra.org] nella sua rivista Integral fornisce informazioni pratiche sulla sostenibilità dei prodotti e ha ideato il marchio los sostenibles da attribuire alle imprese che nella produzione pongono attenzione alla salvaguardia dell’ambiente. Nel paese iberico, inoltre, si tiene annualmente Biocultura [Biocultura.org], una fiera dedicata all’agricoltura biologica, ai prodotti ecologici e al consumo responsabile.
Anche gli svedesi sono ecologisti. In Svezia tra i giovani è molto popolare l’autosufficienza, non solo perché hanno a cuore le sorti della terra, ma anche perché credono che essere in contatto con la natura sia più salutare. Esistono numerose comunità che vivono in fattorie dove coltivano per se stessi ortaggi biologici e allevano animali da cui ricavano lana e latte; quanto al proprio fabbisogno energetico, lo soddisfano spaccando la legna dei propri alberi e ricorrendo al vento e al sole.
Movimenti del genere, a dispetto di quanti pensano che l’Europa dell’Est sia tutta protesa raggiungere i livelli di consumo occidentali e ad assumerne i modelli, esistono in Slovacchia, Ungheria, Polonia e nella Repubblica Ceca e in alcuni di questi paesi si celebra annualmente la Buy nothing day [giornata del non acquisto il 24 novembre]. A sorpresa nel gruppo di paesi che sono all’inizio di un percorso di sobrietà troviamo anche l’Inghilterra e la Scozia. I loro abitanti, in particolare gli inglesi, si confrontano con gli stessi problemi di sovraconsumo degli altri dell’Ovest, tuttavia, diversamente da come è accaduto altrove, hanno reagito solo con varie iniziative di tipo privato, senza formare un movimento più consistente.
Nello scrivere degli altri paesi europei, noi di Genoeg siani entrati in contatto con molte persone della nostra sensibilità. Ciò ci ha fatto bene e ci fa ben sperare per il futuro. Chissà che non si possa stabilire qualche forma di cooperazione’ Chiunque lo vorrà sarà il benvenuto.






