Tav a autostrade in Francia

Finora l’Aquitania, regione francese, era stata relativamente risparmiata dalla proliferazione delle grandi infrastrutture di trasporto, tanto autostradali quanto ferroviarie, tranne il nord della regione [Gironda e Dordogna], il cui spazio è stato colpito dalle autostrade A10 e A89, e del sud, con le autostrade A63 da Bordeaux verso Tolosa e A64 tra Pau e Bayonne. Questo “ritardo”, positivo dal punto di vista del rispetto dell’ambiente, è sempre stato invariabilmente denunciato, tanto dai rappresentanti del mondo economico [delle camere di commercio in particolare] che dai nostri grandi eletti, il modello restando stranamente, per questa categoria di attori, la regione parigina coperta di infrastrutture di ogni tipo.

Dall’inizio del secolo, una valanga di progetti è arrivata, minacciosi per la qualità dell’ambiente sulla quale poggia la meritata reputazione della nostra Aquitania, dove ancora si vive bene. Al nord della Gironda, c’è innanzitutto il progetto di linea alta velocità [Lav] Tours-Bordeaux, che è destinato a far risparmiare un’ora a chi viaggia tra Parigi e Bordeaux e che non è mai stato oggetto di un qualche dibattito pubblico. E’ soprattutto a sud di questo dipartimento però che un eccesso di infrastrutture minaccia la tranquillità degli abitanti/contribuenti. C’è il progetto Linea ad alta velocità Bordeaux-Tolosa, che ha provocato una forte mobilitazione di eletti e associazioni. Ma, malgrado la opposizione massiccia che denunciava l’inopportunità del progetto, il consiglio di amministrazione delle ferrovie l’ha approvato, dando così mostra del suo disprezzo nei confronti delle popolazioni locali. Il futuro di questo progetto dipende in realtà dall’alta velocità da Bordeaux a Hendaye. Uno dei cui tracciati, presentato al pubblico, passa per Captierx per deviare verso Mont de Marsan. Tutti questi progetti di linee ad alta velocità si realizzeranno a danno dei trasporti ferroviari più utili, i treni regionali e il trasporto di merci.

C’è poi il progetto di autostrada A65 Langon-Pau, in corso di approvazione, di nuovo senza nessun dibatto pubblico, che colpirà gravemente il territorio della Gironda, malgrado che la sua utilità pubblica sia alquanto dubbia. Infine, ciliegia sulla torta, il progetto di grande raccordo anulare autostradale dell’agglomerato di Bordeaux, progetto combattuto dalle associazioni nel 2003 e oggi arrivato allo stadio della definizione dei percorsi, ciò che fa tutto a un tratto reagire gli abitanti coinvolti. La mobilitazione associativa si rivela sempre più efficace, in una configurazione politica di confronto tra i grandi eletti regionali, oggi collocati a sinistra, e i “piccoli” eletti e la popolazione locale. Il futuro che si intravede è una democrazia del controllo cittadino sull’esercizio quotidiano del potere da parte dei nostri rappresentanti.

Tutti questi progetti, tanto faraonici quanti inutili, sono infatti il risultato di decisioni politiche prese di grandi eletti regionali e dai rappresentanti dello stato, a nome di una concezione dell’interesse generale fondata sull’ideologia della crescita. Ovviamente questo processo ha anche a che fare con gli interessi dell’industria del Btp [edilizia e lavori pubblici], che continua clandestinamente a finanziare i partiti politici, malgrado le smentite ufficiali. Ma il ruolo dello stato rimane strategico perché è sempre stato storicamente più promotore che regolatore della crescita. In un sistema economico di trasporti internazionali come il nostro, le popolazioni locali, in particolare rurali, sono sacrificate sull’altare del progresso, ovvero del “sempre più”, che cozza con il “sempre meno” necessario dal punto di vista del futuro della terra [Edgar Morin]. E i costi diventano evidentemente esorbitanti rispetto ai vantaggi presunti per la collettività, a causa della limitateza degli spazi naturali finora rimasti intatti.

Il “ritardo” dell’Aquitania? Contrariamente alle idee comuni, è piuttosto un’opportunità da usare per prendere una via nuova di cui le generazioni future ci saranno riconoscenti. Con un po’ di ritardo, sempre più abitanti dell’Aquitania sembrano diventarne consapevoli, visto che le manifestazioni di resistenza alle politiche di crescita dei mezzi di trasporto si moltiplicano come i nuovi progetti.

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