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Quel Totem nascosto in cantina

Maurizio Pallante [03-01-2006]

Un coup de théâtre. Cosa c’è di meglio per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica? All’inizio del semestre italiano di presidenza dell’Unione europea, il ministro dell’ambiente Altero Matteoli, con il conforto del ministro dell’Industria Antonio Marzano, ha riunito informalmente i suoi colleghi europei a Montecatini per fare due chiacchiere sui problemi energetici e ambientali. E il secondo giorno ha tirato fuori dal cappello un ossimoro e una novità vecchia di 30 anni:…

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La grande bufala dell'idrogeno

Maurizio Pallante [03-01-2006]

Il profeta maggiore ha proclamato che l’idrogeno ci salverà e tutti sono in attesa del suo avvento. Arriva. Sta arrivando. È già arrivato. Il suo regno aprirà una fase nuova nella storia dell’umanità: l’era dell’energia pulita e della sua disponibilità illimitata. “Riuscire a sfruttarlo efficacemente come fonte d’energia potrebbe significare per l’umanità una sorgente energetica virtualmente illimitata, quella sorta di elisir che per secoli alchimisti e chimici hanno cercato inutilmente.”…

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Ecofascismo o Ecodemocrazia?

Serge Latouche [02-12-2005]

IL PROGETTO DI COSTRUZIONE di una società autonoma ed economa incontra un largo consenso anche se i suoi fautori si schierano sotto varie bandiere: decrescita, anti-produttivismo, sviluppo riqualificato, o addirittura sviluppo durevole. Ad esempio, lo slogan di antiproduttivismo sviluppato dai Verdi corrisponde esattamente a ciò che gli “obbiettori di crescita”, membri della Rete degli obbiettori di crescita per un post-sviluppo (Rocad), intendono per decrescita (1). Stessa convergenza con la posizione…

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Rovesciamo il paradigma dello sviluppo

Alessandro Messina [25-11-2005]

Il testo dell’intervento di Alessandro Messina, dirigente dell’Ufficio di Autopromozione sociale del Comune di Roma, al convegno intitolato “Migranti, credito, sviluppo locale. Nuove relazioni economiche per la qualità sociale” Non è banale in questi giorni affrontare il tema delle periferie e della qualità della vita nei territori che le compongono. Tanto meno diviene banale, allora, discutere del modello economico che soggiace le relazioni che nelle periferie, tra loro e con…

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Consumatori o niente

Maurizio Pallante [10-11-2005]

L’articolo è in parte anche un’interessante e motivata risposta alle osservazioni di Francesco Terreri: http://www.carta.org/campagne/globalizzazione/decrescita/051108conseguenze.htm Al termine di un dibattito contro la costruzione di un inceneritore, un giovane impegnato politicamente a sinistra, che aveva fatto un intervento lucido e documentato, mi ha consegnato due fogli dove aveva scritto alcune riflessioni critiche sul Manifesto del Movimento per la decrescita felice, dicendomi che gli sarebbe piaciuto conoscere la mia opinione. Poiché le…

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La rivoluzione del vegetarismo

Carlo Gubitosa [09-11-2005]

Nel mondo si fanno le guerre per il petrolio, ma anche le guerre per la carne e per il mantenimento delle nostre abitudini alimentari, che sottraggono terreni agli abitanti dei paesi impoveriti per far pascolare le mucche destinate alle nostre tavole. Gli ambientalisti, gli animalisti e i seguaci del vegetarismo riuniti a Riccione dal 1 al 6 ottobre per il IX Congresso Vegetariano Europeo hanno svelato i complessi intrecci economici…

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Le conseguenze inattese della "decrescita felice"

Francesco Terreri [08-11-2005]

“Un vasetto di yogurt prodotto industrialmente e acquistato attraverso i circuiti commerciali, per arrivare sulla tavola dei consumatori percorre da 1.200 a 1.500 chilometri, costa 10 euro al litro, ha bisogno di contenitori di plastica e di imballaggi di cartone, subisce trattamenti di conservazione che spesso non lasciano sopravvivere i batteri da cui è stato formato”. È – molti lo avranno riconosciuto – l’inizio del "Manifesto del movimento per la…

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La decrescita felice

Maurizio Pallante [08-11-2005]

I segnali sulla necessità di rivedere il parametro della crescita su cui si fondano le società industriali continuano a moltiplicarsi: l’avvicinarsi dell’esaurimento delle fonti fossili di energia e le guerre per averne il controllo, l’innalzamento della temperatura terrestre, i mutamenti climatici, lo scioglimento dei ghiacciai, la crescita dei rifiuti, le devastazioni e l’inquinamento ambientale. Eppure gli economisti e i politici, gli industriali e i sindacalisti conl’ausilio dei mass media continuano…

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Da Vannes, a Parigi, al mondo: storia di un'inquietudine

Monica Di Sisto [06-10-2005]

Un berretto blu di panno, da marinaio bretone, un sorriso di spigolo, solare ma ironico, un’aria da monello che la barba grigia non riesce a invecchiare. Incontro Serge Latouche, economista francese, uno dei referenti teorici più solidi del movimento no-global, a Roma, in uno studio spoglio dell’Università La Sapienza dove è “visiting professor”. Latouche sta tenendo lezioni e incontri, affollati da centinaia di studenti, sui meccanismi perversi della mondializzazione dell’economia….

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Decolonizzare l'immaginario

Roberto Bosio [04-10-2005]

Pubblichiamo l’introduzione del libro di Serge Latouche “Decolonizzare l’immaginario” [Emi] La corrente di pensiero che si riferisce al doposviluppo ha fino ad oggi mantenuto un carattere quasi confidenziale. Eppure, nel corso di una storia già lunga, ha prodotto una letteratura non trascurabile e si trova rappresentata in diversi campi di ricerca e d’azione nel mondo. Nata negli anni Sessanta, in occasione del decennio dello sviluppo, da una riflessione critica sui…

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Obiettivo decrescita

Mauro Bonaiuti [04-10-2005]

Introduzione del libro “Obiettivo decrescita” [Emi] di M. Bonaiuti

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Critica al dogma dell'eterna crescita

Massimo Serafini [28-09-2005]

L’articolo di Marcello Cini, recentemente pubblicato dal manifesto, offre alla riflessione programmatica della sinistra molti spunti e un suggerimento: non si costruisce un futuro auspicabile per questo paese, più in generale per il mondo, se si continua a inseguire il dogma dell’eterna crescita economica. Ovunque, i tentativi di rilanciarla incontrano tre ostacoli: i limiti imposti dalla natura (cambiamento climatico), un’offerta di risorse energetiche fossili incapaci di soddisfare una domanda in…

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Il black out nel secchio bucato

Maurizio Pallante [27-09-2005]

In una delle lunghe sere d’inverno in cui, senza la televisione, in questa borgata lontana dalla città non so come far passare il tempo – leggo, ascolto musica, mi lascio ipnotizzare dalle fiamme del caminetto e dalle carezze, discuto, progetto, qualche volta scrivo, ma le ore di buio sono troppe per riuscire a riempirle tutte – in una di queste lunghe sere in cui non sapevo cosa fare, per ammazzare…

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La decrescita dell'immaginario

Marco Deriu [26-09-2005]

Per ragionare delle alternative alla crescita, o meglio alla società della crescita, la domanda centrale non è “Che cosa?”, ma piuttosto “In che modo?”. Le categorie economiche della crescita e dello sviluppo hanno messo radici nel nostro immaginario in maniera molto più profonda di quanto crediamo. Per cui è molto difficile riuscire veramente ad uscire dalle cornici in cui siamo rinchiusi. Una fiducia mal riposta Alcuni fautori della decrescita, insistono…

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La virtù della sobrietà

Maurizio Pallante [21-09-2005]

Sostenere la necessità di una decrescita economica e produttiva, descriverne i vantaggi in termini di felicità individuale, di sollievo per gli ecosistemi terrestri, di relazioni più eque e serene tra gli individui e tra i popoli, è un passaggio obbligato nella costruzione di una nuova cultura capace di superare i terribili problemi che il sistema economico industriale fondato sulla crescita illimitata della produzione di merci, pone all’umanità e a tutte…

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