Senza consumi si sta meglio
Per piacere, non spazientitevi subito, non mandate al rogo questo giornale, se pongo un quesito all’apparenza paradossale: la recessione economica in atto, così distruttiva e angosciante, potrebbe indurci ad un volontario salto di paradigma nella mentalità, nella cultura economica, nella politica? In altre parole, per scendere subito nel concreto, con il prezzo del barile di petrolio a oltre 60 dollari è realistico, oltre che ragionevole, pensare che la dinamica dei…
La forza del declino
Nel settembre del 2001, mentre il presidente americano prometteva guerre interminabili contro un nemico indefinibile, qualcuno scrisse: l’Impero è in guerra con se stesso. L’Impero, ammesso che questa parola abbia un significato nella realtà presente, dichiarò guerra contro il Caos. Errore irreparabile, perché il caos non può essere combattuto dato che si alimenta di tutto ciò che gli si oppone. Perché la Presidenza americana commise quell’errore? Le risposte possibili sono…
Appunti sulla Decrescita
Liberazione, il quotidiano di Rifondazione Comunista, di domenica 3 luglio 2005 riportava un articolo di Gianni Ventola Danese dal titolo Obiettivo Decrescita. Il decalogo è questo. Dopo qualche giorno inizia sempre sullo stesso quotidiano un dibattito sulla Decrescita. Un dibattito simile era stato fatto l’anno scorso sul tema della nonviolenza conclusosi con la pubblicazione di un libro dei i vari interventi fatti da militanti di Rifondazione Comunista, del Movimento no-global…
Passeggiata socratica al supermercato
Oggi ho fatto una passeggiata socratica in un centro commerciale. Ho potuto capire che veramente tante sono le cose di cui non ho bisogno per essere felice. Si tratta, più o meno, della stessa esperienza che ha fatto Socrate, il filosofo greco circa 2400 anni fa. Si racconta che quando Socrate andava per le strade di Atene, dove c’erano delle botteghe, veniva avvicinato dai venditori che gli chiedevano se voleva…
Ancora su Georgescu-Roegen
Nella discussione su come affrontare la crisi recessiva della rubrica del Manifesto “Nel nome di Caffè” mi ha sorpreso come chi propone o di stimolare la domanda o di sostenere l’offerta di beni e servizi, non entri nel merito delle modifiche degli stili di vita, consumo e produzione collegate a tali opzioni, così come invece viene delineato dalla critica radicale dell’attuale modello di sviluppo avviata, seppur con accenti diversi, dalle…
Il denaro non ha odore
È NOTA LA FAMOSA replica dell’imperatore Vespasiano al figlio Tito che gli rimproverava di fissare una imposta su quel prodotto impuro e nauseabondo che è l’urina umana, utilizzata a Roma dai conciatori: "Pecunia non olet ", il denaro non puzza. È vero che i miasmi di ammoniaca non si ritrovano più nelle monete sonanti e nei bei denari raccolti dal fisco, così come il sangue degli schiavi non macchiava gli…
Lo sviluppo è passato. Ora liberiamo le menti
LA RETE mette al centro della sua analisi la messa in causa della nozione di sviluppo, che, a dispetto delle evoluzioni formali da esso attraversate, resta il punto di rottura decisivo nel movimento di critica del capitalismo e della globalizzazione. Da un lato ci sono quelli che militano per un problematico “altro” sviluppo [o una non meno problematica “altra” globalizzazione]; dall’altro lato, quelli che, come noi, vogliono uscire dallo sviluppo…
La via africana
_Quella che pubblichiamo in queste pagine è una anticipazione [per gentile concessione dell’editore Bollati Boringhieri] dal nuovo libro di Serge Latouche, in uscita a fine giugno: “La sfida di Minerva. Razionalità occidentale e ragione mediterranea”. In particolare, questo brano è tratto dal capitolo “Atena nera. Le lezioni dell’esperienza africana”. Nel libro, Latouche conduce una critica alla razionalità occidentale, anche nelle sue varianti “altre”, in nome di un ritorno al “ragionevole”,…
La buona notizia di Ivan Illich
In un bel articolo intitolato “Ivan Illich ou la bonne nouvelle”, uscito nel giornale francese “Le monde” del 27/12/2002, Jean-Pierre Dupuy scriveva: "La bonne nouvelle est que ce n’est pas d’abord pour éviter les effets secondaires négatifs d’une chose qui serait bonne en soi qu’il nous faut renoncer à notre mode de vie – comme si nous avions à arbritrer entre le plaisir d’un mets exquis et les risques afférents….
Costruire la decrescita
Non c’è vera contestazione senza il rifiuto dell’imperialismo economico. La rifondazione del sociale e del politico passa per la decrescita. La domanda " Quale sinistra per domani ? " ne trascina con sé un’altra: che cosa significhi essere di sinistra oggi. Non so se i concetti di destra e sinistra abbiano mai avuto contenuti sostanziali o se questi contenuti non siano sempre stati illusioni necessarie per definire una divisione di…
La politica energentica [si fa per dire] della Regione Piemonte
Adesso che le elezioni regionali si sono svolte e non c’è più nessun sospetto che criticando una parte si voglia surrettiziamente favorire l’altra, qualcosa sui contenuti si deve pur dire. Per esempio, che dei problemi ambientali, e dell’effetto serra in particolare, sostanzialmente non interessava nulla a nessuno e se n’è parlato un po’ solo perché non si poteva non farlo. Prendiamo la campagna elettorale di un’ambientalista “storica” (un aggettivo abusato…
Fare della politica energetica e ambientale il fulcro della politica economica
1. L’efficienza con cui si usa l’energia in Italia è molto bassa. Il nostro sistema energetico è come un secchio bucato che nei processi di trasformazione dalle fonti fossili agli usi finali e negli usi finali (calore, freddo, forza, illuminazione) spreca sotto forma di calore degradato più energia di quella che rende disponibile. 2. I consumi delle fonti fossili si suddividono in tre categorie più o meno equivalenti: il riscaldamento…
Contro la tirannia del Pil c'è solo la virtù della sobrietà
Sostenere la necessità di una decrescita economica e produttiva, descriverne i vantaggi in termini di felicità individuale, di sollievo per gli ecosistemi terrestri, di relazioni più eque e serene tra gli individui e tra i popoli, è un passaggio obbligato nella costruzione di una nuova cultura capace di superare i terribili problemi che il sistema economico industriale, fondato sulla crescita illimitata della produzione di merci, pone all’umanità e a tutte…
Il dono in una società di mercato
Il dono, in una società moderna che sottolinea l’utile e l’economico, sembra essere un residuo di una mentalità del passato. Invece, è presente in varie forme. Anzi, niente può crescere e funzionare se non nutrito da esso. C’è il dono in amore, in amicizia, il dono agli ospiti e agli stranieri. C’è il dono perfino nello spazio del lavoro, nel tempo e nel sostegno che si rivolge ai colleghi. Il…
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