Lettera a Carta: "veterodottrinari" di Rifondazione

Caro direttore,
ho letto la tua lettera a Latouche (Carta n°32) e ne condivido pienamente il contenuto. Come vecchio ambientalista (rossoverde) iscritto a Rifondazione, e come attivista di un comitato che sta lottando contro la conversione a carbone della centrale termoelettrica Enel di Polesine Camerini (2640 mgw, inquinante da 25 anni), seguo con grande interesse il dibattito su Liberazione innescato dai “veterodottrinari” (così li ha efficacemente definiti Patrizia Sentinelli) Ricci e Brancaccio (quest’ultimo rivelatosi anche "monetarista") ai quali hanno risposto a dovere Giovenale, Nebbia e tanti altri te compreso.

Non condivido (ma forse ho capito male) questa parte della tua lettera: “Com’è possobile che Rifondazione, che ripudia lo stalinismo, sposa la nonviolenza e promuove la critica del potere coltivi ancora simili deliri?”. Per quanto ne so, ti posso assicurare che non rifondazione, ma solo i “veterodottrinari” coltivano i deliri da te citati: la pianificazione sovietica ecc. Comunque, noi rossoverdi (io da quando una ventina d’anni fa lessi “L’occidentalizzazione del mondo”) abbiamo il massimo interesse per l’opera di Latouche.
Cordiali saluti

Danilo Stoppa

Adria (Ro), 11 settembre 2005

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