Quelle "s" trasformano

Caro Pedro Luis,ti scrivo dal treno che da Roma mi riporta a Torino; è notte, e più tardi mi addormenterò. Così il mio sogno attraverserà l’Italia a 200 km/h, cullato dal rollio del pendolino. È questa la velocità del sogno? Solamente in aereo riesco a sognare più veloce.

Non sono mai stato in Messico, e conosco poco lo zapatismo, ma ho pensato di scriverti perché questo scambio epistolare esercita un certo fascino. E così mi è passata la paura di essere preso per matto se ti racconto di un assurdo parallelismo temporale, correndo in questo modo il rischio ancora peggiore di essere considerato uno che proietta le sue illusioni sul “buon selvaggio ribelle”.

Ma tu dimmi se non c’è qualcosa di raccontabile in questa strana coincidenza storica: nel 1994 sulle montagne del Sudest messicano prende il via la rivoluzione zapatista, che lotta per “lavoro, terra, casa, alimentazione, salute, educazione, indipendenza, libertà, democrazia, giustizia e pace”. Nel 1994 in Italia nasce il primo Gas: “Non intaccheremo i fondamenti dell’economia capitalista e del libero mercato [libero per chi?], ma per ciò che ci riguarda testimoniamo che è possibile affermare principi di solidarietà anche a livello economico. Gruppo di acquisto solidale, sempre più spesso solo Gas, è il nostro nome”. I Gas cercano e acquistano collettivamente i beni di cui hanno bisogno da piccoli produttori locali, tirandosi fuori [per quanto riescono] dal circuito della grande distribuzione e dell’agricoltura chimica industriale. Da subito i Gas si rendono conto che, “nel piccolo villaggio che è il mondo, stare bene o è per tutti o è per nessuno”.

I Gas si organizzano secondo una rete estremamente distribuita, in cui non ci sono centrali e ogni gruppo decide autonomamente, scegliendo di stabilire relazioni con gli altri gruppi per scambiarsi idee e informazioni oltre agli indirizzi di qualche produttore. Un’idea da mangiare, praticamente una rivoluzione economica. Forse sto un po’ esagerando, ma il buio della notte attutisce lo schiamazzo che viene dall’alto e amplifica il mormorio proveniente dal basso.

Nel 2003 in Chiapas nascono i Caracoles, municipi autonomi, e le Giunte del Buon Governo. In Italia, dalle esperienze dei Gas e dei loro compagni di strada, nasce la proposta dei distretti di economia solidale [Des], circuiti economici a base locale in cui i beni e i servizi sono realizzati dalle imprese di una economia di relazioni e del benvivere di tutti.

Domattina farò colazione con il tè del commercio equo e la marmellata del produttore biologico che ho conosciuto quest’estate. Dopo aver indossato abiti di cotone biologico tessuti da un’impresa cooperativa di Biella, sarà un piacere telefonare sapendo che l’operatore telefonico non profit con cui ho stipulato il contratto è appena riuscito a risalire la catena distributiva acquistando il traffico telefonico direttamente dal gestore.

Scendo in strada appena in tempo per veder passare il furgoncino del distretto impegnato nel solito giro di consegne, e mentre aspetto l’autobus per andare a lavorare, noto che anche il panettiere ha esposto il cartello “Qui si accettano Sol”, la moneta locale del nostro distretto solidale. Salgo sull’autobus e mi siedo. A questo punto il mio vicino di sedile mi sveglia con uno scossone, stavo sognando troppo forte; il sogno collettivo di una economia liberata, in cui il fine si trova nei mezzi, sta attraversando l’Italia in lungo e in largo a una velocità incredibile.

Sento che abbiamo già vinto, dobbiamo solo lasciare al mercato il tempo di rendersene conto. Sarà forse per quella S di sogno che rovescia i finali: i gruppi d’acquisto diventano Gas, i distretti Des, le reti economiche Res, io stesso mi sento un po’ trasformato. Non farci troppo caso se la notte mi porta a esagerare, domattina la luce del giorno avrà ridimensionato la dimensione mitica del passato e quella onirica del futuro, ma rimarrà la convinzione dell’importanza di affrontare la strada dell’autogoverno economico insieme alle molte altre che dobbiamo percorrere.

Dal treno 9306 in servizio tra Roma e Torino
tuo addormentato Andreas

Italia, 7 novembre 2004

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