I pastori evangelici della Val di Susa chiedono una "tregua olimpica", e una "vera consultazione di base"

Roma, 6 dicembre 2005 (NEV-CS85) – “Una valle calpestata”. Si intitola così il documento firmato oggi dai pastori evangelici della Valsusa, molto preoccupati per l’escalation della situazione che si sta creando nella valle per l’Alta velocità. Di seguito riportiamo il testo integrale sottoscritto dai pastori Giorgio Bouchard, Antonio Cammisa, Piera Egidi Bouchard, Giuseppe Mazzà, Giuseppe Morlacchetti, Marco Piovano, Sergio Tattoli:

Il ricorso alla violenza da parte della forza pubblica nella notte tra il 5 e il 6 dicembre getta una luce drammatica sulla vicenda della TAV.

Desideriamo esprimere la nostra piena solidarietà con la popolazione della Valsusa che negli ultimi decenni si è sentita calpestata in più modi: prima, l’infelice tracciato dell’autostrada, oggi l’imposizione della linea ad Alta Velocità . Da tempo la gente valsusina ha manifestato la sua protesta contro questo progetto faraonico, che tra l’altro comporta possibili rischi per la salute ( l’amianto).

E’ ben possibile che chi vuole l’Alta Velocità abbia le sue ragioni: ma queste ragioni non sono state spiegate in modo adeguato alla popolazione: è mancato quel coinvolgimento di base che è l’anima della democrazia. E ora, invece degli argomenti, è arrivata la forza pubblica: tanti poveri ragazzi costretti a passare notti all’addiaccio tra gli sguardi allarmati – e anche addolorati – della gente.

Al “pericolo amianto” si aggiunge così il “pericolo Genova”: il rischio che qualcuno provochi incidenti con conseguenze gravissime.

E tutto ciò accade mentre la Valle si prepara al grande appuntamento delle Olimpiadi: chiediamo perciò una TREGUA OLIMPICA fino a marzo: che le truppe di occupazione vengano ritirate, che si svolga una vera consultazione di base, che si apra un dialogo a livello europeo, affinché le altre nazioni possano capire le nostre ragioni, e farci capire le loro.
Noi rappresentiamo chiese che hanno partecipato alle grandi assemblee ecumeniche europee di Basilea (1989) e di Graz (1997) e chiediamo che venga applicato anche alla nostra Valle il grande motto: “PACE, GIUSTIZIA, SALVAGUARDIA DEL CREATO”.

Certi di interpretare i sentimenti dei numerosi evangelici che hanno spontaneamente deciso di partecipare – anche nella preghiera – alle manifestazioni di protesta, imploriamo dal Signore la benedizione della Sua pace.

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