Lettera, "Noi, artigiane manuali…"

Siamo tre artigiane, abbiamo provato a portare avanti per sei anni un’attività di Ceramica artistica e artigianale riscontrando numerose difficoltà relative all’indifferenza delle istituzioni e della politica governativa.
Nel corso di questi anni abbiamo condiviso con associazioni di artigiani e persone che lavorano in questo campo, tutta una serie di ostacoli che rendono impossibile il lavoro. Oggi non abbiamo la possibilità concreta di essere in regola, poichè il lavoro manuale non compete con le spese, le norme fiscali, i prezzi dei prodotti d’importazione, etc.

L’artigianato manuale non è analizzato in modo reale e non è tutelato in modo giusto, è soggetto a normative che non consentono, ormai da molti anni a questa categoria di esistere.

Per qualsiasi contatto:
Movimento liberi Artigiani e ASS:NAZ. ARTI e MESTIERI MANUALI CREATIVI IN STRADA
Tel: 075604782 mail: sottilienzino@virgilio.it; mdrouin@libero.it
Maura Senesi tel. 3336581159 Roma.
terrerosse@tiscali.it

Alcune brevi analisi delle difficoltà attuali.
- L’ inizio di un’ attività artigianale richiede un periodo di avviamento molto lungo che varia dai 3 ai 5 anni. In questo periodo le spese sono le stesse di un’attività avviata, insostenibili e nella maggior parte dei casi non vi è alcun ricavo.

-Il costo relativo all’affitto di un locale su strada è insostenibile per chi cerca di produrre e vendere i propri manufatti. La maggioranza degli artigiani oggi lavora a casa, all’interno di garage, cantine, o in locali nascosti, situati nelle periferie delle città, luoghi non visibili in cui produrre ma con scarse possibilità di vendita. Nelle vie storiche delle città in cui prima c’erano gli artigiani, oggi troviamo le grandi catene di distribuzione, abbigliamento, telefonie, e tutte le attività commerciali che vendono merci importate che consentono alle imprese di pagare canoni di locazione molto elevati.

- L’Artigiano per farsi conoscere e poter vendere o prendere commissioni è costretto a partecipare alle fiere e ai mercati locali e/o nazionali. Le fiere di settore hanno costi dai 2,000,00 ai 9,000,00 Euro più Iva ( 1 stand da 15 a 45 giorni circa ) mentre i mercatini che durano 1 giorno vengono autorizzati dai Municipi ad alcune Associazioni che subappaltano spazi pubblici privi di strutture, o con un gazebo al massimo, a prezzi che variano dai 50,00 ai 150,00 euro al giorno a seconda della zona. All’interno di questi spazi denominati " Mercatini di Artigianato" troviamo stand di merci d’importazione, accessori di vario genere provenienti da cantine e magazzini, antiquariato e un 2% di oggettistica realizzata a mano.

- L’importazione di oggetti e manufatti di bassa qualità e durata comprati o fatti realizzare dalle grandi imprese nei paesi in cui la manodopera è a bassissimo costo e in molti casi effettuata con politiche di consumismo e sfruttamento, hanno un prezzo di mercato troppo concorrenziale e oggi vengono distribuiti e venduti dalla gran parte dei commercianti e ex artigiani.

- L’artigianato manuale e artistico viene oggi collocato tra le attività economiche come piccola e media impresa senza considerare il tipo di lavoro che esclude la produzione seriale e produce manualmente ogni singolo pezzo.
La normativa attuale per le imprese, include in un unico settore, quello dell’ARTIGIANATO, alcune categorie di lavoratori e impone loro gli stessi obblighi fiscali, studi di settore, contributi minimi obbligatori, etc. senza tenere conto delle differenze di lavoro e delle possibilità di guadagno.
Nel settore dell’artigianato si collocano: gli artigiani detti “di servizio” : Il meccanico, l’idraulico, l’elettricista la parrucchiera etc. ; le piccole e medie imprese “artigianali” che investono capitali per produrre oggetti seriali a costi minori realizzati, stampati, modellati in serie con l’ausilio di macchinari; e infine l’artigianato artistico manuale, che attraverso la conservazione degli antichi mestieri, realizza a mano oggetti d’uso unici e di qualità.

-L’artigiano manuale che oggi viene erroneamente definito imprenditore, è colei, colui che realizza oggetti a mano con tempi umani, sulla base di idee, progetti e disegni, attraverso la trasformazione di materie prime, e basa il proprio lavoro su criteri etici che rispettano l’ambiente e l’uomo; rispettano la produzione locale e la filiera corta fino a ristabilire un rapporto reciproco con il consumatore. La produzione che ne deriva è libera dalla logica del mercato attuale che mira soltanto al profitto attraverso la vendita indiscriminata di oggetti d’importazione, provenienti da ambiti in cui non vengono rispettati il lavoro dell’uomo e l’ambiente.

E’ inoltre colei/ colui che mantiene viva l’importanza culturale che le arti maggiori e minori hanno avuto nel nostro paese, che tenta di conservare le arti e i mestieri che hanno formato, elaborato e costruito la vita e la storia della nostra società.
Non esiste una politica di sostegno a favore di un certo tipo di artigianato, non c’è alcun rapporto concreto fra la normativa attuale e il tipo di lavoro che viene svolto da un artigiano manuale.
Questa situazione di grave crisi del settore sta costringendo l’abbandono e la chiusura di tutte le attività e l’impossibilità per le nuove generazioni di avvicinarsi a questo tipo di lavoro.

Oggi per questo la grande maggioranza degli artigiani per sopravvivere è costretta a lavorare in “nero” mentre chi ha provato a stare in regola riceve multe e sanzioni per non aver guadagnato abbastanza. L’artigiano è costretto a sparire per sempre in un clima di indifferenza nel quale assistiamo alla scomparsa di tutti gli antichi mestieri, in favore di una produzione consumistica che non rispetta né l’ambiente né l’uomo.

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