Davide è un mastro birraio, racconta come fare in casa una buona birra. Al Cantiere Otromodo di Milano
CHI NON HA MAI pensato in un afoso pomeriggio estivo, di quelli estenuanti che ti lasciano stremati e ti spingono ad accasciarti sul divano: “Cosa darei per spillarmi direttamente qui, a casa, una spumeggiante birra…”. Il caldo, si sa, può dare alla testa, e favorire le fantasie. Così, dopo un immane sforzo per raggiungere il frigo potreste cominciare a chiedervi: “Ma fare la birra è complicato?”.
Abbiamo rivolto la domanda a Davide, uno dei mastri birrai che sabato 5 novembre racconterà come farsi la birra in casa al Cantiere Otromodo di Milano [scheda a fianco]. Risponde Davide: “Chissà se si aspettano che ’l’esperto’ si prepara la birra grazie a un semplice kit da cinquanta euro”.
Proprio così; il kit, reperibile su internet o in negozi specializzati, comprende un bidone, due strumenti chiamati densimetro e gorgogliatore, il malto pronto [già mischiato al luppolo] e la bustina dei lieviti. In una pentola si fa bollire l’acqua, si aggiunge il malto [con circa 1,5 chilogrammi di malto si ottengono circa venti litri di birra], si amalgama e si versa lo zucchero, meglio quello di canna [così potete prendere quello del commercio equo]. Più zucchero si usa, più la birra sarà alcolica. A questo punto si versa il composto nel bidone/fermentatore, si aggiunge il lievito, si mescola e si aspetta. Passate alcune ore, il gorgogliatore inizierà a fare lentamente il suo dovere.
Dopo una decina di giorni, il densimetro avverte della fine del processo. Ora basta imbottigliare e gustare. Ricordate che, in generale, il freddo “uccide” gli aromi e le fragranza, anestetizzando le papille gustative: dunque, servitela e gustatela a otto-dieci gradi.
Aggiunge Davide: “In ogni passaggio è importantissima la pulizia e la sterilizzazione degli strumenti, e durante la fermentazione la temperatura del mosto deve rimanere costante tra i 22 e i 25 gradi, per essere certi che la fermentazione sia davvero terminata”.
In realtà, ci sono vari metodi per preparare la birra, ma questo descritto sinteticamente è il più semplice e accessibile.
Di certo i produttori di birra fai-da-te sono in costante aumento in tutto il nord Italia, e sempre in più locali si usa birra artigianale prodotta dai vari micro-birrifici, numerosissimi in Piemonte.
Davide è stato tra i primi a sperimentare l’autoproduzione della birra, all’interno del Gruppo di acquisto solidale di Legnano. Sorridendo racconta: “La prima volta non venne molto buona, io lo sapevo, ma nessuno riusciva a dirmelo. Non volevano offendermi. Non mi sono scoraggiato e l’anno successivo i complimenti che ho ricevuto sono stati sinceri. Quella che stavamo bevendo era birra, birra di qualità, e soprattutto, era la nostra birra!”.
“Gasabile”, il gas di Legnano, è nato cinque anni fa, da un nucleo di famiglie aderenti alla Campagna dei Bilanci di giustizia e, progressivamente, si è allargato e aperto ad altre famiglie del territorio. In pieno fervore autoproduttivo, fedeli ai principi della decrescita e del consumo critico, i promotori del gruppo di acquisto solidale si erano domandati: “E se dopo il sapone ci autoproducessimo anche la birra?”.La domanda sembra aver trovato una risposta positiva.






