L’Italia ha molti primati ma non quello degli ecomostri lasciati a metà. Al primo posto, per dimensione, c’è il faraonico Hotel Ryugyong di Pyongyang, in Corea del Nord. I lavori per quello edificio, che doveva essere il simbolo della dittatura coreana–alto 330 metri e tutt’oggi al decimo posto tra gli edifici più alti al mondo–sono cominciati nel 1987 e si sono fermati nel 1992, lasciando una gru sul tetto. Vengono poi una torre per telecomunicazioni a Yekaterinburgo, in Russia, interrotta a 220 metri di altezza, sui 400 inizialmente previsti. A Detroit, interi palazzi degli anni venti sono abbandonati, così come una stazione ferroviaria di quindici piani che fa impallidire perfino la mastodontica stazione Centrale di Milano. L’Europa non è di meno: Cracovia è dominata dallo scheletro di un edificio in costruzione, alto 91 metri. Chiude la carrellata il parallelepipedo nero del porto di Atene che domina il Pireo.






