La multinazionale Monsanto è stata multata [15mila euro] per pubblicità ingannevole. Aveva lasciato credere che il suo noto diserbante, il Roundup, fosse “ecologico” scrivendo sull’etichetta che era “biodegradabile” e che “mantiene il suolo integro”. I giudici della corte di Lione non ci hanno creduto e hanno condannato anche il distributore alla medesima multa. Il Roundup si vende per lo più in accoppiata con un’erba transgenica che l’anno scorso aveva fatto notizia per essere “scappata” dai campi di coltivazione sperimentale in Oregon. In Italia è stato distribuito anche nella versione “bio” così pubblicizzato: “Roundup Bioflow non causa alcun problema alla fauna [animali, pesci, insetti utili, lombrichi e api]. Perché è più sicuro per l’ambiente: si degrada al 100 per cento, grazie ai microrganismi presenti nel terreno…”. In realtà, la decisione dei giudici francesi arriva piuttosto in ritardo: nel 1997 infatti la procura di New York aveva già costretto la Monsanto a ritirare annunci pubblicitari che sostenevano che il Roundup fosse biodegradabile.






