Aldo di Genova si è dedicato alle ricerche su internet, Barbara di Milano ha pensato ai disegni, le pagine web sono state invece curate da Carole di Pantelleria, Emmanuele di Arezzo ha letto e segnalato un numero inverosimile di riviste, mentre Pierluca di Rimini si è reso disponibile per le correzioni.
Tutti loro, insieme a molti altri del gruppo Mondo Nuovo, hanno sperimentato decine di detersivi e di autoproduzioni; il frutto di questa straordinaria ricerca è consultabile e scaricabile su Biodetersivi.altervista.org.
Due gli interrogativi da cui è partita l’indagine: è davvero privilegio di un’élite usare detersivi biologici? Oppure si può ripensare un modo diverso di detergere, con un occhio all’ambiente e uno al risparmio? “Abbiamo esplorato l’universo dei detersivi tradizionali, abbiamo studiato i loro effetti–scrivono nel sito quelli di Mondo Nuovo–e come sostituirli in modo efficace, economico e soprattutto rispettoso dell’ecosostema umano e globale. Abbiamo anche voluto che il contenuto di questo manuale fosse il più possibile chiaro e alla portata di chiunque”.
Le 47 pagine del manuale teorico e pratico trattano di detersivi e di cosmesi. Ci sono innanzitutto i consigli bioallegri: imparare a fare a meno di tanti prodotti; preparare in casa spruzzini di acqua e aceto, che vanno bene per la maggior parte dello sporco am pochi lo sanno; usare i panni di microfiba che, muniti di speciali “unghiette”, sono utilissimi per raccogliere lo sporco; usare l’acqua calda; usare i guanti.
Dopo i consigli il manuale descrive le caratteristiche di decine di detersivi e suggerische come utilizzarli e sostituirli. E ancora: elenca i veleni diffusi in decine di prodotti, le cosiddette ecofurbate [a cominciare dai prodotti spacciati per “etici” da decine di multinazionali], le ricette per preparare “detergenti bioallegri” [alcune delle quali saranno diffuse nei prossimi numeri di Carta] e segnala i siti internet nei quali trovare altre notizie.
La lista dei suggerimenti sulla biodetersione parte dall’uso consapevole dei detersivi tradizionali, passando per l’utilizzo di semplici detergenti fai date, proseguendo con l’acquisto di prodotti biologici dal costo contenuto, fino ad arrivare all’utilizzo dei migliori detervivi biologici.
Del resto, si chiedono quelli di Mondo nuovo, che senso ha comprarsi ad esempio delle zucchine biologiche se quando torniamo a casa le puliamo in un lavandino lavato con un detersivo ad alta tossicità o le serviamo a tavola in piatti resi splendenti da sostanze inquinanti?






