I mattoni della terra

Vernice

Una volta era il luogo nel quale si «smorzava» la calce viva con l’acqua. Oggi, a Roma, c’è chi ha trasformato «lo smorzo», la rivendita di materiali edili, in un laboratorio di idee e di prodotti ecologici. Anche così l’architettura e l’edilizia provano a difendersi dalla chimica e, soprattutto, dai mercanti.

Chi ha visitato l’Ecosmorzo di via Emanuele Filiberto, al civico 110, dice che la differenza con una rivendita per l’edilizia tradizionale si avverte appena entrati: i prodotti chimici hanno un pessimo odore, quelli naturali hanno un buon profumo. Del resto, uova, miele, latte e agrumi sono tra gli ingredienti dei prodotti diffusi da questo singolare show-room. A gestirlo sono due architetti, Paola e Sonia. Dice Paola: «Mi sono sempre chiesta perché mai, ad esempio, le vernici per la casa provengono sempre da processi chimici. Il movimento di ricercatori e docenti attento ai temi della bioarchiettetura e della bioclimatica ha dimostrato oggi come in realtà quello sia il frutto di una strategia ben precisa della grande industria. In effetti non esiste alcun motivo logico per preferire quei prodotti a quelli naturali».
Anche quella che le grandi aziende chiamano «linea ecologica», è in realtà una grande bufala. «I solventi dei prodotti di quella linea utilizzati fino a qualche anno fa, e ora proibiti perché cancerogeni, sono stati sostituiti solo da acqua, ma l’intero processo è rimasto chimico», spiega Paola.

Tra gli scaffali dell’Ecosmorzo, invece, è possibile trovare i colori con il latte e quelli naturali per tinteggiare pareti, le calci naturali [dal rinzaffo al fiorentino, dalla pittura di san Tommaso alla malta antica], intonaci d’argilla, olio e cera per proteggere rivestimenti e infissi in legno. E ancora prodotti e materiale informativo sull’utilizzo di impianti solari e fotovoltaici, su prodotti per il risparmio energetico e sulle stufe a pellet [gli scarti di lavorazione delle falegnamerie]. «Materiali cioè che non inquinano e non rilasciano sostanze velenose, cause di moderne allergie e disturbi sia per gli operai che per gli utenti finali», aggiunge Paola. Le ultime novità si chiamano «pittura etica», a base di latte scaduto, e «terre effervescenti», a base di carbonato di calcio, lo stesso che si prende per curare il mal di stomaco.
I principali interlocutori dell’Ecosmorzo sono le piccole imprese di ristrutturazione, ma anche elettricisti, idraulici e progettisti. Racconta Paola: «Ci rivolgiamo a chi desidera trovare risposte concrete alla volontà di ristrutturare abitazioni più sane e indicazioni su prodotti non inquinanti e sulle tecnologie di risparmio energetico. Nella nostra esperienza di architetti abbiamo spesso incontrato cittadini sensibili, ma imprese impreparate».

I costi solo in pochi casi sono superiori a quelli delle materie sintetiche, ma ben ripagati, dicono all’Ecosmorzo, «dalla durata dei prodotti ». Del resto, la resistenza degli affreschi del Quattrocento è figlia dell’uso di prodotti naturali. «Un prodotto come la calce naturale non si scrosta, è antibatterica, antisettica e antimuffa. La classica macchia nera di umidità nel bagno, ad esempio, in passato non esisteva, perché tipica delle vernici chimiche», spiega Sonia. Così, ad esempio, un chilo di Terre naturali, che grazie alla loro resistenza alla luce e all’umidità, sono utilizzate per la coloritura di facciate esterne, costa 9 euro; lo stucchino per interno 1,88 euro, la pittura di san Tommaso, inattaccabile da muffe, 3,75 euro.

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