Dal Primo gennaio 2007 nel Vorarlberg, in Austria, chi vuole costruire o ristrutturare una casa deve attenersi a una precisa regola, quella delle “case energeticamente passive”. In pratica i costi di riscaldamento devono essere bassissimi, in alcune zone le case passive arrivano a costi di uno, due euro all’anno per metro quadrato, risultato che si ottiene soltanto progettando fin dall’inizio tutto l’isolamento termico possibile, sul tetto, sulle pareti, sulle finestre, sui pavimenti.
La casa passiva non disperde calore e la circolazione d’aria è garantita da un impianto di ventilazione a recupero energetico. L’ideale è quando il poco calore che deve essere prodotto arrivi da pannelli solari, pompe di calore e caldaia a pellets.
A proposito di case passive qualcosa comincia a muoversi anche in Italia. Alcuni servizi promossi a riguardo dalla pubblica amministrazione nella Provincia di Trento sono tra i più importanti per i risultati raggiunti sul risprmio energetico. Ma ci sono altre proposte interessanti: l’associazione Paea, ad esempio, in queste settimane gira città e piccoli comuni per spiegare il funzionamento del Minneapolis Blower Door, uno strumento in grado di rilevare la permeabilita all’aria dell’edificio. Del resto, tamponare gli “spifferi” significa evitare dispersioni energetiche e diventa un passo obbligato se si vuole impedire la penetrazione dell’umidita.
Come si applica dunque la Blower Door? A vederlo sembra una tenda rossa incorniciata ermeticamente sulla porta di casa. In pratica, immaginate di chiudere tutte le altre porte e finestre che danno sull’esterno di casa vostra. A questo punto applicate in mezzo al tendaggio una grossa ventola che serve a far fuoriuscire aria dall’edificio. L’aria che fluisce attraverso il ventilatore è solo quella che entra dalle fessure. Per mezzo di un anemometro potete misurare a quel punto gli spifferi, piu tecnicamente il volume d’aria che viene scambiata con l’aria esterna. Gli spifferi si possono rilevare anche con la mano o altri strumenti come la penna fumogena, il generatore di nebbia.
Non si tratta certo di vivere in case sigillate e respirare aria viziata: più semplicemente la ventilazione dei locali non è ottenuta con l’apertura manuale di finestre, ma grazie a un impianto di ventilazione meccanica, capace di recuperare il calore dell’aria viziata da espellere e di cederlo all’aria fresca entrante. Un accorgimento molto utilizzato in Austria e Germania per la realizzazione di case a basso consumo.






