Come costruire, ristrutturare o arredare casa, tenendo ben presenti i principi del risparmio energetico e del basso impatto ambientale. Lo spiegano bene quelli del Gruppo Wwf di Refrentolo, in provincia di Treviso, che hanno sperimentato varie soluzioni e hanno poi deciso di raccontare l’esperienza in una “guida” [stampata su carta riciclata]. Un esempio intelligente di laboratorio per la decrescita sostenuto dall’amministrazione locale.
Gli ambientalisti, ad esempio, suggeriscono di scegliere, per quanto possibile, fornitori e materiali vicini al cantiere: quindi meno trasferimenti e meno inquinamento. Le pareti della casa potrebbero essere rivestite con uno spessore di quattro centimetri di calce idraulica, senza composti chimici, che consente un rallentamento dello scambio di calore tra muro e ambiente, un vero “cappotto”.
Sul tetto si consiglia di inserire delle lastre ondulate in fibrocemento, sotto le quali l’aria si riscalda ed esce da appositi fori, riducendo la temperatura del sottotetto nei mesi caldi. Dai tetti si può anche incanalare l’acqua piovana in una vasca immersa nel terreno per irrigarel’orto [nell’esperiemento l’orto è stato coltivato con agricoltura biologica].
Per le porte interne e le finestre, dicono quelli del Wwf, si potrebbe utilizzare il legno di abete, proveniente da colture di rimboschimento locale. I doppi vetri termici dimezzano, rispetto ai doppi vetri normali, il passaggio del calore estivo esterno e quello interno del riscaldamento invernale. Per i pavimenti meglio usare il cotto, da posare con adesivo biologico a base minerale.
Gli eventuali armadi a muro e mobili conviene farli fare su misura in legno d’abete e pitturarli con vernici ecologiche. Lampade, attaccapanni, tende e altri oggetti di arredo possono essere costruiti con materiali di recupero: l’autoproduzione, in fondo, è la vera alternativa antisviluppista.
Per il riscaldamento dell’acqua ad uso domestico la guida parla di pannelli solari, mentre una caldaia a gas ad alto rendimento a condensazione consente di ridurre i consumi e le emissioni di gas nocivi; in alternativa, una caldaia a biomassa [trucioli].
Quanto al telefono, è preferibile l’impianto tradizionale, il cordless [senza filo] lascia radiazioni elettromagnetiche.
Ultemo prezioso suggerimento: per evitare discariche, il contratto con l’impresa di costruzioni può prevedere che i rifiuti siano smaltiti dall’impresa stessa.
La guida, infine, elenca alcuni indirizzi utili per recuparare materiali di bioedilizia in provincia di Treviso.






