Per la prima volta un prodotto transgenico, autorizzato per il consumo umano e animale, mostra evidenti segni di tossicità: secondo una ricerca pubblicata sulla rivista “Archives of environmental contamination and toxicology”, il mais Ogm “Mon863”, prodotto dalla Monsanto e autorizzato all’inizio del 2006 dalla Commissione europea, è dannoso per i reni e per il fegato. Anche l’Autorità europea per la sicurezza alimentare [Efsa] aveva testato questa varietà di mais su cavie da laboratorio nel 2004, riscontrando “alcune differenze nei parametri ematologici, compreso il totale dei globuli bianchi”; differenze che l’ Efsa aveva minimizzato considerandole “non rilevanti”.
Questa conferma “ufficiale” della tossicità degli Ogm è arrivata grazie alla caparbietà di quelli di Greenpeace, che hanno condotto una battaglia legale contro la Monsanto per avere l’accesso allo studio originale su questo tipo di mais, e lo hanno poi trasmesso a un gruppo di scienziati indipendenti, che hanno realizzato delle nuove analisi. E il risultato è arrivato. Come gli ambientalisti si aspettavano, la contro-analisi ha rivelato che il Mon863 causa anomalie nelle funzioni di fegato e reni, i principali organi addetti alla disintossicazione. Inoltre gli scienziati hanno evidenziato come il test originale fosse stato condotto “con protocolli statistici altamente discutibili”, e in cui “dati cruciali delle urine sono stati cancellati dal dossier dell’assistenza stessa”. Greenpeace chiede ora che il Mon863 venga ritirato dal mercato e che i governi nazionali diano presto il via a una nuova valutazione di tutte le altre autorizzazioni concesse a prodotti geneticamente modificati.






