Se cercate esempi di buone pratiche amministrative tra le scelte del Comune di Roma a proposito di politiche abitative, decentramento amministrativo o sponsor etici, non perdete tempo. Qualche esempio interessante, invece, da ormai diversi anni, riguarda la gestione delle mense scolastiche. Il Comune di Roma infatti è stato tra i primi a inserire prodotti provenienti da agricoltura biologica e dal circuito del commercio equo. Ora, con il nuovo bando per l’affidamento delle mense scolastiche in scadenza il 28 maggio, si aggiungono importanti novità: ad esempio, l’introduzione del criterio di “freschezza garantita”, la proposta di ricette e menù per far conoscere ai bambini la massima varietà di cibi e gusti, la valorizzazione delle culture culinarie locali laziali, l’utilizzo di stoviglie non di plastica ma di ceramica, vetro e inox [in alternativa in materiali biodegradabili o riciclabili]. C’è anche l’iniziativa “Ogni mese un paese”, con la quale sarà proposto un menù tipico delle principali comunità straniere presenti a Roma, mentre l’uso di prodotti del mercato equo [banane, cioccolato, biscotti], prima solo consigliato, ora diventa obbligatorio.
Il nuovo bando premia anche l’uso di alimenti acquistati presso le cooperative sociali che danno lavoro a persone che vivono situazione di disagio o usano terreni confiscati alla mafia. Gli alimenti non consumati, inoltre, se integri, dovranno essere consegnati al Banco alimentare; i resti devono essere portati ai canili e ai ricoveri per gatti. Le ditte che gestitranno le mense dovranno anche fare la raccolta differenziata dei rifiuti, usare detergenti ecologici. Il testo integrale dell’avviso pubblico è on line nelle pagine del sito del Comune di Roma dedicate alla scuola.






