Alla rete della Fattorie sociali aderiscono “agricoltori responsabili”, operatori di cooperative sociali e di associazioni, ricercatori. Il loro obiettivo è promuovere un’agricoltura libera da i dogmi del produttivismo liberista, capace di coiugare l’attività produttiva agricola e l’offerta di servizi sociali, educativi, assistenziali, sanitari, ma anche l’inserimento lavorativo di persone che vivono situazioni di disagio [persone con disabilità, detenuti, persone con problemi di dipendenza]. Le aree rurali divetano così laboratori non solo per recuperare sapori e saperi di un’agricoltura davvero diversa da quella prevalente, ma anche spazi per promuovere mutuo aiuto.
In pochi sanno che alla rete – che ha sede a Roma in via Giulio Cesare 137 -, partecipa anche Agrietica, un’iniziativa del Dipartimento di economia agroforestale e dell’ambiente rurale della Facoltà di agraria dell’Università della Tuscia [Viterbo], nella quale un gruppo di ricercatori conduce da ormai diverso tempo un’interessante attività didattica e di ricerca sul ruolo di utilità sociale svolto dall’agricoltura, con particolare riferimento al ruolo terapeutico, riabilitativo e di integrazione lavorativa di quelli che la legge chiama “soggetti svantaggiati”. Il sito Agrietica.it. rappresenta un punto d’incontro virtuale del vasto arcipelago di settori pubblici, organizzazioni sociali, imprese e singoli che a vario titolo sono coinvolti in programmi e progetti nei quali vengono condotte attività di coltivazione di piante, di allevamento, di selvicoltura per rigenarare benefici nei confronti di persone con bisogni speciali. Per ulteriori informazioni è possibile contattare Saverio Senni – senni@units.it – docente dell’Università della Tuscia.






