Oltre a condurre un’azienda agricola a produzione biologica, Renzo Cattori è uno dei fondatori di Conprobio, una cooperativa nata nel 1992 e che oggi copre un quarto della distribuzione dei prodotti bio nel Cantone Ticino.
“Negli anni 90 non esisteva in Ticino un mercato per la frutta e gli ortaggi bio” ricorda Renzo Cattori in un’intervista su Aamterranuova.it. “Alcuni amici e clienti mi avevano detto di essere interessati a una consegna diretta e a domicilio di prodotti biologici–prosegue Cattori–, così prendemmo contatto con altri produttori e con l’Associazione delle consumatrici della svizzera italiana [Acsi]. Per coinvolgere il maggior numero di persone pubblicammo annunci sul bollettino del Wwf e su altri giornali locali. Con grande sorpresa, ricevemmo 230 adesioni”.
Per ridurre al minimo le spese, fin dall’inizio si decise di non attuare la distribuzione a domicilio, ma di far capo a quattordici gruppi d’acquisto che intanto si erano formati. Oggi la cooperativa Conprobio, che dà lavoro ana decina di persone, funge da anello di congiunzione tra produttori e consumatori. Il socio consumatore, oltre ad acquistare un prodotto di qualità a un prezzo vantaggioso direttamente alla produzione, ha l’opportunità di instaurare un rapporto di solidarietà e di fiducia con il contadino, grazie alla possibilità di conoscere dove e come viene prodotto ciò che consuma. Senza considerare i vantaggi ambientali derivanti dal consumo di prodotti bio locali grazie alla drastica riduzione dei trasporti.
I soci, dunque, formano dei gruppi, che compilano un’ordinazione settimanale, sulla base di una lista aggiornata dei prodotti stagionali disponibili. “Presso il nostro magazzino, prepariamo le casse con i vari prodotti e li distribuiamo ai responsabili di ogni gruppo. I soci si recano dal capogruppo, prelevano i prodotti, pagano e compilano la nuova ordinazione. Buona parte del lavoro è svolto su base volontaria”, dice Catorri.
Dal momento che per molte aziende, la certificazione bio risulta onerosa, la Conprobio propone ugualmente ai suoi soci i prodotti di realtà prive della certificazione, solo se comunque impegnate a seguire le direttive di Bio Suisse. Aggiunge Catorri, “Cerchiamo di stimolare così la diversificazione della produzione, le coltivazioni di nicchia e il mantenimento di prodotti di qualità, come per esempio i formaggi ottenuti con latte di animali provenienti da allevamenti biologici controllati, ma lavorato in impianti di montagna non certificati”.
Oggi i gas in rete sono 130 e 1.200 sono le famiglie fornite.






