Non sono solo i fumi industriali e i gas di scarico delle nostre auto i colpevoli dell’emissione di anidride carbonica nell’atmosfera. Un colpevole a cui nessuno pensa è il cibo che arriva nei nostri piatti: se all’apparenza fragole e fagiolini non ci sembrano una minaccia per l’ambiente, lo diventano quando, per arrivare sulle nostre tavole, percorrono centinaia di chilometri. “In una trentina d’anni il numero di autocarri e la distanza percorsi a in Europa si sono quadruplicati”, spiega Jean-Stéphane Devisse, specialista delle questioni climatiche presso il Wwf. Ed Elisabeth Laville, fondatrice dell’ufficio di consulenza Utopia, aggiunge che “il trasporto è diventato uno dei principali impatti ambientali del consumo alimentare”. Qualche numero? Per una tonnellata di prodotti alimentari trasportata per un chilometro, una nave emette 15-30 grammi di CO2, un autocarro tra i 200 e i 450 grammi [di più se è refrigerato] e un aereo 500-1600 grammi. Per questo, alcune associazioni hanno lanciato un nuovo appello per “mangiare locale seguendo il ritmo delle stagioni”.
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