«Abbiamo apprezzato la dichiarazione del presidente della Repubblica, Giorgio Napoletano, che indica chiaramente che la soluzione alla crisi alimentare mondiale non sta nella liberalizzazione del mercato agroalimentare». Lo ha detto Andrea Ferrante, presidente dell’Associazione italiana agricoltura biologica [Aiab], dopo la conclusione della mobilitazione promossa nei giorni scorsi davanti al tempio di Cerere a Roma, in cui i rappresentanti delle ong contadine di tutto il mondo hanno manifestato la loro opposizione alle politiche internazionali che stanno stravolgendo il mondo agricolo, favorendo la produzione di agrocombustibili, al posto delle colture alimentari. Ferrante ha aggiunto: «È una crisi alimentata dalla speculazione finanziaria figlia di un modello agroindustriale insostenibile, totalmente dipendente dal petrolio. Gli aumenti petroliferi, infatti, hanno reso evidente in tutto il mondo che questo modello, così come quello che spaccia gli Ogm come soluzione per la fame nel mondo, è assolutamente inattuabile. L”agricoltura bio, familiare, tesa a legare il consumo al territorio, è oggi l’unica risposta che può permettere al mondo di uscire dalla crisi alimentare. Anche recenti studi della stessa Fao–conclude Ferrante–dimostrano che il biologico è una soluzione praticabile».
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