Il documento finale [completo] di Terra Preta

Pubblichiamo il documento finale di Terra Preta [forum sulla Crisi Alimentare, i Cambiamenti Climatici, gli Agrocarburanti e la Sovranita? Alimentare] promosso dal basso da roganizzazioni ruali, ong a Roma, in parallelo al vertice Fao.

La grave ed urgente crisi alimentare e climatica viene usata dalle elites politiche ed economiche come opportunita? per stabilire un controllo da parte delle multinazionali sulla agricoltura mondiale e sui beni ecologici. Nel momento in cui la fame cronica, lo spodestamento dei produttori di cibo e dei lavoratori, speculazione di merci e terra e il riscaldamento globale sono all’apice, governi, agenzie multilaterali e istituzioni finanziarie stanno offrendo proposte che aggravano solamente queste crisi attraverso versioni ancor piu? pericolose di politiche che originariamente hanno innescato l’attuale situazione. Le azioni di alcuni governi e delle principali leadership delle Nazioni Unite alla Conferenza di Alto Livello sulla Sicurezza Alimentare, i Cambiamenti Climatici e le Bioenergie (il vertice FAO) costituiscono un’aggressione ai produttori di cibo su piccola scala (tra i quali le donne sono in prima linea) e ai beni naturali.

Quando ci fu la crisi alimentare ed energetica del 1974, le elite politiche ed economiche frammentarono le istituzioni internazionali di allora, depotenziando la capacita? dei popoli e dei governi di rispondere con competenze e pratiche appropriate ai contesti locali. I piani di aggiustamento strutturale della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale hanno creato le condizioni per ricorrenti crisi alimentari attraverso le politiche di liberalizzazione che hanno minato la capacita? locale e nazionale di garantire politiche appropriate e l’autosufficienza alimentare.

Da allora, le crisi alimentari sono state sfruttate dall’agro-industria, dalle elites locali e globali per concentrare il controllo sui contadini, i pescatori, il suolo e il territorio, l’acqua, le foreste, i semi, le razze, trasporti, le fonti di distribuzione ed energia. La crisi climatica in rapida crescita viene sfruttata dalle stesse elites attraverso le transazioni commerciali come il commercio di carbone e le quote di emissioni di gas serra, e le vantaggiose tecnologie come gli agro-carburanti, i brevetti, le biotecnologie. Alcune agenzie multilaterali hanno creato le condizioni politiche per rafforzare le conglomerazioni corporative attraverso la gestione delle risorse energetiche, l’agrobusiness, la bio-tecnologia e la meccanizzazione industriale. Oggi, le multinazionali sono molto piu? potenti che trent’anni fa e controllano gran parte dei sistemi globali alimentari ed energetici. Attualmente, la Task Force di alto livello delle Nazioni Unite sulla Crisi Alimentare facilitera? la futura convergenza dei principali attori del settore finanziario privato, tecnologico e commerciale per trarre profitti dalla gestione della crisi. La consapevolezza della provata capacita? di approvvigionamento di modello agricolo di piccola scala e i risultati dell’IAASTD, che sollecitano uno spostamento della ricerca da un’agricoltura dipendente dalla chimica ad un’agricoltura maggiormente agro-
ecologica, a prassi non proprietarie, sono state deliberatamente ignorate.

Noi, piu? di 100 organizzazioni – provenienti dai 5 continenti – partecipanti al Forum Terra Preta, che si e? svolto parallelamente al Vertice FAO, proponiamo un modo diverso e sostenibile di affrontare le attuali crisi ecologiche, alimentari e il cambiamento climatico e proponiamo soluzioni che rafforzino le nostre capacita?, valorizzino il ruolo centrale delle donne nella produzione alimentare, proteggano i nostri eco-sistemi e risanino le nostre comunita?, societa? ed economie. Noi rifiutiamo il modello di produzione e di consumo industriale e intensivo che e? la base delle continue crisi. Noi affermiamo che il paradigma della Sovranita? Alimentare dei popoli costituisce la struttura portante per le nostre azioni future e per la sopravvivenza dell’umanita?. Le nostre analisi e posizioni sono gia? articolate in numerose dichiarazioni e richiedono un’azione urgente.

Noi ci impegniamo nelle seguenti azioni:

1. Non compromettere mai il Diritto al Cibo.

2. Realizzare una produzione agricola basata sulla piccola proprieta? ed eco-sostenibile, pesca e
pastorizia come i fondamenti dell’alimentazione, la rigenerazione del carbone, il recupero degli
habitats naturali e agricoli per la realizzazione della sicurezza idrica e la gestione della cambiamento
climatico, in particolare sostenendo produzioni agricole organiche certificate e non.

3. Combattere il controllo da parte dei grandi gruppi di interesse del cibo e dell’attivita? agricola:

• Combattere la speculazione finanziaria e lo scambio dei futures delle derrate alimentari;
• Assicurare che il Rapporteur Speciale delle Nazioni Unite ed altri rilevanti meccanismi
internazionali si muovano contro ogni tipo di violazione del Diritto al Cibo;
• Continuare a rafforzare le nostre capacita? per combattere gli Accordi di Libero Commercio;
• Sviluppare le campagne internazionali di solidarieta? tra i movimenti sociali ed altri alleati;

4. Ottenere i fondi di mitigazione e di adattamento per finanziare produzioni agricole con basse
emissioni di anidride carbonica e sostenibili, assicurando che questi fondi non siano utilizzati a
favore della violazione del Diritto al Cibo. Insistere in particolare nei canali di finanziamento
governativo e multilaterale per produttori di cibo su piccolo scala.

5. Prevedere all’interno delle future negoziazioni sul cambiamento climatico forme di produzione
agricola che sostengano il concetto di sovranita? alimentare, in particolare durante gli impegni di
Kyoto post-2012 che saranno negoziati in Polonia nel 2008 ed in Danimarca nel 2009. Allo stesso
tempo costruiremo le nostre alleanze in occasione del Forum Sociale Mondiale di gennaio 2009.

6. Promuovere e spingere una completa riforma agraria che abbia come prerequisito la protezione delle nostre terre, dei nostri territori, delle acque, della biodiversita? e della conoscenza. In particolar modo:
• Affermare i diritti dei lavoratori agricoli applicando la Convenzione dell’ILO 118;
• Opporsi a tutte le istituzioni, alle politiche, alle multinazionali e ai sottolineati paradigmi che
minacciano il diritto di accesso alle risorse naturali ed idriche dei piccoli produttori, delle
Popolazioni Indigene, delle comunita? locali, dei giovani ed dei diritti dei lavoratori;
• Resistere alle forme di espropriazione e privatizzazione che minacciano le terre comuni;
• Promuovere e proteggere i diritti delle donne riconoscendo il loro contributo essenziale come
principali fornitrici di cibo e supportando fortemente il diritto di accesso alla terra per i giovani.

7. Organizzare una forma di lotta contro la produzione e l’esportazione degli agro-carburanti, proposte
da alcune grandi multinazionali di settore e facilitate anche da agenzie governative e multilaterali; ivi
compreso nel corso delle prossime conferenza internazionali, come per esempio in Brasile
(Novembre 2008), oppure nelle conferenze sul clima in Polonia e Danimarca.

8. Impegnarsi insieme ai governi nazionali e alle agenzie multilaterali nel sostegno di politiche che
rafforzino il diritto alla sovranita? alimentare e quello ad un’ alimentazione adeguata, comprendendo
anche:
• Lavoro di educazione con la popolazione locale, scuole e decisori politici.
• Impegno a livello internazionale con strumenti ed istituzioni di sostegno (come per esempio le
linee guida volontarie per il Diritto al Cibo e l’ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite
per i Diritti Umani, la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui Diritti dei Popoli Indigeni, la
Commissione per lo Sviluppo Sostenibile, l’IAASTD, ecc.).

9. Noi vogliamo creare un nuovo modello di governance internazionale per il cibo e l’agricoltura, il cui
obbiettivo centrale e? il promuovere e portare avanti la Sovranita? Alimentare. A questo scopo noi
forniremo con suggerimenti collettivi alla conferenza della FAO sulla “Valutazione esterna ed
indipendente” che si terra? alla fine di questo anno, monitorando i risultati e le raccomandazioni.

I nostri compiti immediati sono di:

? Chiedere che i governi avviino procedimenti giuridici a favore delle vittime dell’emergenza alimentare,
tenendo in considerazione, che attraverso procedimenti criminali, le societa? e le istituzioni (inclusi i
governi), le cui azioni, traendo profitto dagli input dei prodotti agricoli hanno negato alle comunita? il loro
diritto al cibo.

? Costituire una Commissione sulla sovranita? alimentare, sotto l’auspicio delle Nazioni Unite, formata da
rappresentanti dei governi e delle organizzazioni di piccoli pescatori, contadini e coltivatori di piccola
scala, pastori e popoli indigeni, al fine di identificare documenti e di proporre strategie collettive per
risolvere la crisi del cibo e del clima.

? Noi amplieremo le nostre competenze al fine di costruire conoscenze e analisi collettive e le nostre
capacita? per modificare e organizzarci al fine di monitorare i risultati di questo summit della FAO.


I piccoli produttori di cibo stanno nutrendo il pianeta e noi chiediamo di continuare a rispettarli e a
sostenerli. Solo la Sovranita? alimentare puo? offrire soluzioni di lungo termine, sostenibili, eque e giuste alla
grave crisi alimentare e climatica.

SENZA DI NOI NON CI SARANNO SOLUZIONI ALLA CRISI CLIMATICA ED ALIMENTARE!

Tags assegnati a questo articolo: agricoltura biologica, crisi alimentare

Mail_long
20 ottobre 8 luglio 8 marzo abbonamenti abdul abiti puliti aborigeni acqua Afganistan Afghanistan africa agricoltura agricoltura biologica agricoltura biologica. decrescita agricoltura. decrescita Aiab Aids alitalia altra economia altra politica Amazzonia ambiente America latina Americhe 2004 animalisti Annapolis antifascismo antimafia antirazzimso antirazzismo antirzzismo anziani api Argentina Armenia armi Atene 2006 atomiche Australia auto autoproduzione aziende Balcani Bali Bamako Banca mondiale Bangladesh banlieues basi militari Basilicata bene comune beni comuni Bergamo bilanci partecipativo biocarburanti biologico Birmania bitch Bolivia Bolkestein bollywood Bologna borse Brasile brimania Britel Bulgaria bussolengo Calabria calcio cambiamenti climatici cambiamento climatico Campania cantautore cantieri cantieri sociali Caracas Caracas 24/29 gennaio carbone carcere carovita Casa catania Caucaso cemento censura centri sociali cgil Chavez chiaiano chiapas Ciad ciampino cibo Cile Cina cinema Cipro città cittadinanza clandestini clandestino clima Colombia comboniani commercio commercio equo commercio equo. decrescita comunicazione conoscenza consumi consumo critico contadini controvertice cooperazione cornelio cornelio bizzarro cosa rossa cpt crisi crisi alimentare crisi finanziaria critical mass Cuba curdi dal molin De Gennaro Deavos decrescita decrescita. agricoltura biologica