La “capitale italiana dell’energia alternativa” si trova in Valtellina, si chiama Tirano e conta dieci mila abitanti, che da sei anni si scaldano tutti con il teleriscaldamento. Inoltre da settembre Tirano ospita il primo impianto di grande taglia, 85 mila kilowattora prodotti ogni anno, per elettricità da fotovoltaico realizzato secondo la normativa del “conto energia” [che prevede una remunerazione maggiore per il produttore che vende energia pulita alla rete elettrica nazionale]. E tra pochi mesi si aggiungerà un impianto per la produzione di energia da biogas.
Ad aprire la strada agli impianti di produzione di energia pulita è stata la centrale di teleriscaldamento Valcamonica-Valtellina-Valchiavenna, alimentata in gran parte dalla pulizia dei boschi circostanti: un’attività spesso trascurata perché vista come un costo inutile per l’ente pubblico che vi deve provvedere. Invece a Tirano il cippato di legno viene riusato, e quello che i boschi non forniscono viene comprato dai piccoli coltivatori o dalle numerose segherie della zona.
Nella centrale, oltre al calore che poi arriva nelle case, si cogenera anche energia elettrica, un terzo della quale viene riusata dalla centrale per i suoi processi produttivi. Ogni anno il teleriscaldamento a legna e la cogenerazione elettrica fanno risparmiare a Tirano 6 milioni di litri di gasolio, pari a 15 mila tonnellate di anidride carbonica che non finiscono nell’atmosfera.
In tutta Italia sono 38 i comuni che ricavano il 70 per cento del loro fabbisogno energetico da energie pulite; si trovano tutti a nord dell’Emilia Romagna e quasi la metà in Trentino Alto Adige. Non a caso: la fonte che questi comuni virtuosi privilegiano è appunto la biomassa, cioè quei combustibili solidi di origine vegetale che non aumentano l’effetto serra, in quanto l’anidride carbonica che rilasciano è equivalente a quella che hanno assorbito durante la crescita. Solo in Alto Adige ci sono trentacinque centrali termiche, che ogni anno risparmiano all’atmosfera 125 mila tonnellate di anidride carbonica. A Dobbiaco, in provincia di Bolzano, esiste dal 1995 un impianto di produzione di energia termica alimentato a biomasse, a cui nel 2003 è stata affiancata la produzione di elettricità; sono stati finora raggiunti 1.000 allacciamenti, con un risparmio del 30 per cento rispetto al gasolio. Ma si può produrre energia pulita anche dove il territorio non è coperto di boschi: per esempio usando l’olio di girasole, come farà l’impianto di teleriscaldamento che verrà inaugurato a Verzuolo [Cuneo] in ottobre.






