Qualcuno lo chiama picco di Hubbert, altri “punto critico”: di certo tra il 2007 e il 2010 verrà raggiunto il massimo sfruttamento possibile di petrolio nel pianeta: da allora in poi le riserve cominceranno a esaurirsi. Insomma, le alternative non solo auspicabili, per ridurre guerre e inquinamenti, ma soprattutto urgenti. Così, ad esempio, c’è chi negli Usa immagina di fare un pieno di birra. Uno dei più grandi produttori di birra statunitense, la Coors Brewing, sta mettendo a punto un processo di produzione della sua bevanda in grado di produrre dagli scarti circa 5,7 milioni di litri di etanolo da utilizzare per l’autotrazione. Come l’etanolo infatti, la birra è un alcool e, con le stesse modalità con le quali i motori possono già viaggiare con il bioetanolo, secondo gli ideatori del progetto si dovranno apportare solamente alcune piccole modifiche. “In sostanza prendiamo un flusso sprecato e lo convertiamo in un flusso di reddito”, ha detto Steven Wagner, vicepresidente della società di ingegneria Merrick&Company che coordina il progetto.






