Vi interessa leggere una semplice quanto illuminante analisi su “Roma ciclabile”, ma che in realtà potrebbe riguardare anche altre città? La trovate su Altraeconomiaroma.
org, il portale realizzato dall’associazione Linuxshell Italia per il Tavolo dell’altra economia. L’analisi è un articolo di Paolo Bellino, anarcociclista e artista, come dice di sé, di cui vi suggeriamo di leggere anche il bellissimo sito Movimentofisso.it.
“Roma, dal sindaco in giù, si dichiara a favore della mobilità ciclabile e impegnato nella riduzione di quella febbre che chiamiamo traffico; nella lotta all’inquinamento atmosferico e spaziale…” – scrive Bellino -, “ma in questa città non esiste un corpo di polizia municipale in bici, per dire. Nelle aree pedonali sarebbero utili, e darebbero l’esempio. Un teatro pubblico come l’India vieta l’ingresso delle bici, e peraltro neanche risponde alle proteste. Nessuno degli assessori o consiglieri che conosco va in bici, nè intende dotare le sue strutture – o meglio le strutture che amministrano per conto nostro – di un parco bici per le necessità di spostamento, se non di ampio raggio almeno di breve, dei suoi messi, impiegati, corrieri e fattorini, dirigenti e portaborse. Intanto, in qualche parco, alcuni solerti guardiani cacciano le bici in virtù di un divieto inesistente. La ciclabile del Tevere è ridicola e viene nominata a ogni piè sospinto, malgrado l’intervento infrastrutturale sia stato pressoché nullo: le banchine esistevano già, le hanno fatte i papi, e oggi vengono sbandierate come ‘intervento’. Le bici in metro? Sono un sogno lontano, mentre altrove sono realtà quotidiana. Nulla si muove nel settore della ‘mobilità’”.
Conclude Bellino: “Il nostro interesse sarebbe aiutarli ad immaginare Roma diversamente, a supportare azioni coraggiose e impopolari come restrizioni di carreggiate e aumento degli spazi ciclabili e pedonali, in nome di una migliore qualità della vita”.
Su Movimentofisso.it, sito in “creative commons”, trovate invece idee, riflessioni, saggi, link e suggerimenti su come fare del ciclista urbano, “la persona più attraente in circolazione”. Un divertente inno alla bicicletta insomma, l’unico mezzo “a diffusione di massa spinto dalla forza muscolare che rende superflue anche le palestre” e soprattutto l’unico mezzo che “ha spostato e sposta centinaia di milioni di persone ogni giorno, ovunque sul pianeta”. E poi chiunque sa andare in bici e ognuno, con poco sforzo, può ripararla da sè in qualsiasi condizione, tranne forse la rottura del telaio, evento eccezionale. Addirittura, può costruirsela".






