OGNI GIORNO MALAGROTTA, la discarica di Roma, la più grande d’Italia e tra le prime d’Europa, accoglie più di cinque mila tonnellate di rifiuti non trattati. Così la città continua ad avere percentuali di raccolta differenziata ridicole.
Per questo, un progetto per la raccolta differenziata porta a porta come quello presentato dalla Provincia di Roma e che coinvolge trenta comuni [anche di trentacinque mila abitanti, come Monterotondo] e duecentomila residenti, sembra finalmente un segnale di rottura sulle politiche di gestione dei rifiuti. I più ottimisti dicono che potrebbe nascere un circuito virtuoso in grado di coinvolgere in modo serio anche l’amministrazione Veltroni e quella della Regione Lazio, ancora alle prese con la gestione straordinaria affidata al commissario Piero Marrazzo.
Per presentare il progetto, Pina Rozzo, vicepresidente della Provincia di Roma con delega alla Tutela ambientale [per Rifondazione], ha promosso un significativo “gemellaggio” con una discarica ormai piuttosto nota, Korogocho. “Pochi giorno dopo aver partecipato al Forum sociale mondiale di Nairobi–racconta Pina Rozzo–, lo scorso gennaio, sono stata a Malagrotta. Il confronto tra due mondi come quelli, dimostra a chiunque, tra le molte cose, l’inutilità dei grandi impianti per la gestione dei rifiuti. L’unico approccio serio ed efficace resta il consumo critico, cioé la riduzione alla fonte dei rifiuti e il riciclo, attraverso la partecipazione attiva dei cittadini. Per cambiamenti culturali e di stili di vita di questo tipo occorre investire di responsabilità non solo le amministrazioni, ma anche l’associazionismo e i singoli cittadini”.
Entro un paio di mesi il progetto, dicono alla Provincia, sarà operativo. Intanto, si studia la promozione di una grande campagna informativa. “Anche la scelta di utilizzare fonti di energia rinnovabili nelle scuole pubbliche della provincia, rientra in quella campagna”, aggiunge Pina Rozzo.
Secondo la vicepresidente della Provincia, ragionare di nuove politiche dei rifiuti significa anche mettere in discussione modelli di economia che provocano devastazioni ambientali, ma anche sociali: “Il richiamo di don Sardelli perché Roma non si dimentichi delle baraccapoli presenti nella capitale dimostra che la nostra società non ha chiuso i debiti con la povertà a Rome come nel Lazio. Per questo, l’esperienza di riscatto sociale che è stata promossa nella periferia di Nairobi rappresenta un punto di riferimento per le nostre scelte”.
Elisabeth è una delle protagoniste di quel riscatto sociale. Con gli altri ragazzi e ragazze del gruppo gli “Artisti di Korogocho”, era presente all’incontro di presentazione dei nuovi progetti della Provincia a proposito dei refiuti, intitolato “Non discarichiamoli!”. “All’incontro abbiamo preferito raccontare la nostra esperienza–dice Elisabeth–non con una relazione, ma attraverso i nostri corpi, la nostra creatività e le nostre capacità artistiche”. Elisabeth e i suoi compagni sono infatti acrobati, musicisti, cantanti e ballerini cresciuti tra i rifiuti di Korogocho. Grazie a missionari comboniani come Alex Zanotelli e Danielle Moschetti e ad alcune organizzazioni sociali locali, insieme a molte altre persone hanno cominciato a difendere la loro dignità lavorando in una cooperativa che di fatto pratica la raccolta differenziata all’interno della discarica e il riciclo. Il lavoro è stato accompagnato anche da ore di studio e di svago. Alcuni sono così diventati abili artisti e hanno deciso di raccontare in modo diverso l’Africa che si autorganizza, anche tra i rifiuti.
La loro tournèe è cominciata a Roma, grazie alla collaborazione della Provincia e del Municipio XI. Per tutto maggio saranno in molte città del sud e poi nel nord Italia. Il 3 giugno, la festa conclusiva sarà molto probabilmente a Malagrotta. Spiega Alex Zanotelli: “Saranno molti i comitati contro gli inceneritori che incontreranno questi ragazzi. In Campania, ad esempio, sono moltissime ormai le comunità che si muovono con determinazione su questi temi: sono davvero stufe delle ecoballe di Bertolazo e Bassolino. La regione è in uno stato pazzesco con milioni di tonnelate di rifiuti, tra cui molti tossici e centinaia di miliardi di vecchie lire spese per gli inceneritori. Siamo di fronte a veri e propri crimini ecologici: c’è solo un’alternativa la riduzione della produzione di rifiuti e la raccolta differenziata”.
“Con questa tournèe–spiega Daniele Moschetti–nessuno cerca notorietà o soldi. Si vuole solo dimostrare che i cambiamenti sociali importanti si possono ottenere solo con il coinvolgimento di tutti, in particolare dei poveri. Le istituzioni tendono soltanto a replicare le istutizioni… Non hanno la creatività indispensabile per mettere in discussione certi modelli sociali ed economici. Molti dei ragazzi degli Artisti di Korogocho fino a pochi anni fa sniffano colla e respiravano diossina. Oggi si sono costruiti un futuro migliore e vogliono aiutare altre persone a rinnovare il proprio immaginario sull’Africa ma anche sul proprio stile di vita”.
Al Forum sociale mondiale–aggiunge Pina Rozzo–un’insegnante di Nairobi ha detto che noi occidentali abbiamo costruito la nostra società sull’oggetto, ciò che è esterno a noi, ad esempio, con la tecnologia e con le scienze. I saperi africani, invece, tendono a privilegiare le culture soggettive, quelle che si costruiscono con le relazioni di vicinato. Per questo, occorre incontrarsi e contaminarsi. Ha ragione quell’insegnante e penso che l’incontro passi anche attraverso il confronto sulle politiche dei rifiuti. Di certo, non abbiamo più molto tempo per farlo".






