La biblioteca delle cose

Nel Sessantotto Berkeley, città della California a pochi chilometri da San Francisco, fu sede di uno dei più importanti movimenti culturali contro il razzismo e la guerra. Oggi, sono in molti in città a pensare che tra qualche anno si parlerà di Berkeley non solo per il ‘68 o per la sua nota università, ma per i risultati ottenuti dalle reti sociali ambientaliste locali. Lo dimostra, ad esempio, il successo della Tool Library, più o meno la “biblioteca degli utensili” promossa da ormai molti mesi dall’amministrazione comunale.
Nell’elenco degli attrezzi della Tool Library c’è un po’ di tutto: quelli da carpenteria e per la falegnameria, piuttosto che per il giardinaggio.

Il concetto è semplice: perché comprare un trapano, una sega o un rilevatore di corrente, con tanto di relativi imballaggi, quando magari li usiamo una volta all’anno? Gli abitanti di Berkeley [130 mila] hanno a disposizone un grande magazzino nel centro della città per prendedere in affitto a cifre bassissime una vastissima gamma di utensili. Con un dollaro, ad esempio, ti porti a casa per un paio di giorni, ma è possibile fino a due settimane, una cesoia per tagliere le siepi o uno scalpello, con due dollari un saldatore, con cinque dollari un banco da lavoro portatile o una carriola, con quindici dollari un miscelatore di cemento.
Un’idea concreta dunque per riuscire a passare dalla logica del possesso a quelle dell’utilizzo, del possesso collettivo, del riutilizzo e del riciclo, ma anche del del fai da te, senza sovraccaricare lo zaino e ampliare ancora di più la nostra impronta ecologica.

La Tool Library è aperta tutti i giorni, [anche il sabato, giornata che molti dedicano alle faccende di casa] e si trova sulla Russell Street a fianco della più nota e assai frequantata libreria comunale. Per ritirare gli attrezzi, fino a un massimo di dieci al giorno, è sufficiente compilare una scheda e dimostrare di essere residenti a Berkeley. On line è possibile consulare in qualsiasi momento il catalogo aggiornato con gli utensili disponibili, che si possono prenotare anche con una telefonata.

Una risposta importante e originale, quindi, anche alle scelte della vicina San Francisco, prima città statunitense che proprio nei giorni scorsi ha messo al bando le buste di plastica per la spesa, decisione approvata dall’amministrazione comunale con dieci voti a favore e uno contrario e che costringe negozi e supermercati di qualsiasi tipo a utilizzare solo sacchetti biodegradabili o di carta riciclata.

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