Venti metri separano la mia cassetta della posta dal contenitore azzurro della carta, nel quale va a finire tutta la carta-spazzatura del condominio in cui abito e che qualcuno, una volta a settimana, passa a prendere per andarsela a riciclare… Si calcola che ci spettino circa quarante chilogrammi a testa ogni anno, di depliant pubblicitari che nessuno di noi ha chiesto. Fogli su fogli di informazioni, immagini e offerte tutte uguali. Carta patinata, plastiche per avvolgere anche le più sciocche offerte commerciali, ulteriori quantità di rifiuti che vengono poi smaltiti a nostre spese.
Se solo mille abitanti di un qualunque comune italiano riducessero della metà la propria posta pubblicitaria si salverebbero 170 alberi all’anno, evitando l’emissione di venti tonnellate di anidride carbonica e lo spreco di 250mila litri di acqua.
Leggendo la notizia sul n. 22 di Carta, circa la protesta in Francia del movimento antipubblicitario, mi sono chiesto cosa potevo fare io, dalla mia posizione di cittadino e amministratore a tempo determinato del Comune di Colorno [Pr]. Il problema maggiore sta nel fatto che non vi sono disposizioni che regolamentino tali invii e spesso sono le stesse Poste italiane a rendersi partecipi di questo spreco grazie alla formula di quel “Invio senza indirizzo”. La soluzione più semplice sarebbe quella di disincentivare, tassandole, quelle aziende che praticano scelte di promozione non richieste. Meglio ancora sarebbe impedirlo per legge. Ma questo può essere oggetto di una campagna di pressione nei confronti del parlamento.
E nel frattempo? Quanti alberi saranno abbattuti solo perché viviamo in un sistema folle che divora risorse, energia e spreca milioni di fogli di carta solo per promuovere l’ideologia della crescita permanente?
Da qui è nata un’idea semplice, proprio per questo spero efficace, di inviare un primo e unico avviso [magari approfittando di qualche altra comunicazione istituzionale, in modo da non spendere soldi inutilmente] a tutti i cittadini residenti di Colorno [3400 nuclei familiari], a cui regaleremo un adesivo con il logo del Comune e una scritta inquivocabile: “Pubblicità? No, grazie!”.
Nella speranza che la maggior parte dei nostri concittadini decidano di esporlo. Forse solo così gli outlet e gli ipermercati e tutti gli altri santuari del consumismo alienante la smetteranno di inviare posta indesiderata. Solo così, forse, altri comuni decideranno di seguire il nostro piccolo esempio.
Qualcuno bravo in matematica sa dirmi quanti alberi e acqua e inquinamento e soldi avremo risparmiato alla fine dell’anno?






