C’è anche l’immagine di San Severino nella home page del sito che raccoglie il lavoro del Comitato contro la costruzione di una [gigantesca] centrale termoelettrica a San Severo [Foggia], la Rete No Centrale. Come a dire, l’aiuto non è mai troppo. Eppure di miracoli questa obilitazione ne ha già compiuti, considerando che tutta la cittadinanza e molti rappresentanti politici si sono mobilitati contro un progetto che non raccoglie consensi. Nel 2002 la compagnia elettrica statunitense Mirant ha ottenuto l’autorizzazione per avviare i lavori di costruzione di una centrale turbogas. La Mirant ha poi ceduto i diritti alla trevisana Ascopiave che, a sua volta, li ha girati alla svizzera En Plus. Ma quali sono le ragioni che hanno mobilitato un’intera cittadina di sessanta mila abitanti e anche molti paesi limitrofi? Dall’inquinamento ambientale ai rischi legati alla sismicità del terreno su cui dovrebbe sorgere la centrale, dall’inutilità della centrale [la Puglia produce più energia di quanta ne consuma] all’incompatibilità con la vocazione agricola. Dopo diverse iniziative del tavolo regionale e delle organizzazioni civiche, si attende la risposta del governo. Intanto, le ruspe sono state già bloccate una prima volta in gennaio: “San Severo non vuole la centrale”.






