L’ iniziativa per il risparmio energetico “M’illumino di meno”, lanciata dalla bella trasmissione di Radio 2 Rai “Caterpillar”, condotta da Massimo Cirri e Filippo Solibello, è di quelle che qui a Carta seguiamo volentieri. Nel nostro piccolissimo, l’abbiamo sempre raccontata e sostenuta nelle due edizioni precedenti, e invitiamo di nuovo i nostri lettori e amici a partecipare, spegnendo tutte le luci e i dispositivi elettrici non indispensabili venerdì 16 febbraio [anniversario dell’entrata in vigore del protocollo di Kyoto] a partire dalle 18. Noi qui faremo lo stesso. Vogliamo premettere però che la nostra adesione è quest’anno per la prima volta un po’ faticosa, dato che tra i suoi sostenitori troviamo, sul sito di Caterpillar, anche l’Eni. I motivi per cui la presenza dell’Eni non ci convince, soprattutto tra i promotori di una campagna sul risparmio energetico, sono ampiamente spiegati nelle prime pagine di questo numero del settimanale, dedicate alle tragedie che il petrolio ha portato in Nigeria e agli interessi della società italiana in quel martoriato paese.
Nonostante l’orrenda Eni, ciò che fa di “M’illumino di meno” una bella iniziativa [patrocinata quest’anno anche dal ministero dell’ambiente e da quello delle politiche agricole] è la possibilità che si dà ad ognuno di scegliere come aderire, e il fatto che si tratta di una allegra ed efficacissima campagna “autorganizzata” che ha permesso, l’anno scorso, di risparmiare in un’ora e mezza l’energia che l’Umbria consuma in media in un giorno intero.
Alla base di tutto c’è il “decalogo” di Caterpillar per il risparmio energetico: spegnere le luci quando non servono, non lasciare in stand by gli apparecchi elettronici, sbrinare frequentemente il frigorifero e tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro, mettere il coperchio sulle pentole quando si bolle l’acqua ed evitare che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola, se si ha caldo abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre, ridurre gli spifferi degli infissi, utilizzare le tende, non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni, inserire pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i termosifoni, utilizzare l’automobile il meno possibile e se necessario condividerla.
Dieci buone pratiche molto semplici, da tenere in considerazione il 16 febbraio ma anche dopo. Poi viene la creatività di ognuno: anche quest’anno [il terzo per la campagna] semplici cittadini, musei, società sportive, gruppi scout, negozianti e artigiani, istituzioni, associazioni, aziende, scuole e università hanno trovato il loro modo di partecipare a “M’illumino di meno”.
Cresce ogni giorno, per esempio, la lista di ristoranti e pizzerie che organizzano, per la sera del 16, cene a lume di candela [e qualcuno distribuirà ai clienti il decalogo, qualcun altro offrirà cibo cotto esclusivamente a legna, qualcuno scalderà il locale con il camino]. Le aziende che hanno aderito sono a questo punto 219: in alcune si stanno sostituendo le lampadine con quelle a basso consumo, in altre si porteranno da casa due maglioni in più e si spegnerà il riscaldamento, in altre ancora ci si impegna a usare di più carta e matita e a riciclare. Ci sono negozi che spegneranno le insegne e centri commerciali che abbasseranno le luci [la Coop lo farà in cento punti vendita], singoli cittadini che per un giorno useranno le scale al posto dell’ascensore, chi spegnerà la televisione per una sera, chi invita a “essere illuminati” nei consumi, chi ha già costruito un forno solare e lo usa per cuocersi da solo il pane e i dolci, chi mangerà solo un panino per cena…
Molte iniziative particolarmente interessanti vengono poi dai comuni e dagli enti locali in generale. In questi casi, oltre alle iniziative estemporanee come lo spegnimento delle luci sulle piazze principali [l’anno scorso sono rimasti al buio l’Arena di Verona, il Duomo di Milano, la Mole Antonelliana di Torino, Palazzo Vecchio a Firenze, le piazze di Catania, Bari, Palermo] spesso accompagnate da feste in piazza con animazione per grandi e bambini [accadrà ad esempio a Bologna] le amministrazioni si impegnano a prendere decisioni concrete per il risparmio energetico sul territorio. A Trento proprio il 16 febbraio il consiglio comunale si riunirà in una seduta straordinaria che si svolgerà interamente al buio, grazie all’aiuto della locale Unione dei ciechi: si parlerà di come risparmiare energia in città, a cominciare dagli edifici pubblici.
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