È più che mai impellente l’esigenza di trovare nuovi comportamenti e stili di vita in campo sociale, economico e produttivo che, pur consentendo un tenore soddisfacente, pongano al primo posto nella scala dei valori la salvaguardia e la conservazione delle risorse primarie. In ciascuno degli ambiti della propria vita, sociale, privata, professionale, ognuno di noi è al contempo artefice e vittima di ciò che accade all’ambiente, e contribuisce, spesso senza sapere né come né quanto, alla sua modificazione. Diventa quindi fondamentale trovare gli strumenti affinché anche i singoli soggetti prendano consapevolezza delle loro responsabilità, scoprendo i legami tra azioni e conseguenze spesso non immaginate.
L’assunzione di responsabilità nei propri ambienti di vita implica come condizione la coscienza del proprio potere nell’incidere efficacemente sugli ambienti stessi e sui processi che in essi si verificano. Si tratta quindi di accompagnare le persone nel prender coscienza dei problemi e soprattutto della capacità che loro stesse hanno di farsene carico, anche attraverso la scoperta di nuove strategie nate dal confronto sociale.
La famiglia in questo processo è uno degli attori principali, in quanto essa non è solo il luogo delle emozioni e degli affetti, ma anche della formazione, della socializzazione e della costruzione di opinioni.
Se da una parte è quindi vero che la pressione esercitata sugli individui affinché consumino sempre più beni e servizi è molto forte, dall’altra è altrettanto vero che cresce la riflessione critica rispetto alle conseguenze che questo consumo comporta, allo spreco che genera e al danno ambientale che ne consegue. Da qui il nascere di iniziative che sostengono singoli e nuclei famigliari nell’analisi di quali siano i loro reali bisogni, per recuperare il senso del limite e del valore delle cose, senza negare il desiderio di consumo, ma collocandolo in un contesto sociale ed ambientale accettabile e sostenibile.
Una delle strade per giungere alla consapevolezza è l’educazione al cambiamento attraverso esperienze concrete, la visibilità che qualcosa si modifica con un’azione anche piccola, ma significativa la quale diventa testimonianza per sé e per gli altri che cambiare è possibile.
Le amministrazioni locali possono contribuire a questa presa di coscienza e a questo cambiamento di rotta attraverso azioni che aiutino i cittadini a diventare informati, consapevoli e critici nei riguardi dei loro consumi.
Ed è proprio in quest’ottica che l’Assessorato all’Ambiente della Provincia di Biella ha scelto di fare suo il progetto “Cambieresti?”, ideato e già attivato dal Comune di Venezia nel 2005.
Il nome del progetto sta per “*C*onsumi, *AMBIE*nte, *R*isparmio, *E*nergia, *STI*li di vita”. Ovvero: alle famiglie che hanno aderito alla sperimentazione è stato chiesto di ripensare, rivedere i propri consumi. In assoluta controtendenza rispetto agli imperativi del sistema economico, è stato definito un nuovo “paniere” di beni e servizi che individui ciò di cui si ha veramente bisogno, finalizzato al risparmio delle risorse, nel rispetto dell’ambiente, della giustizia e dei popoli del mondo. Scelte che molte famiglie in Italia già fanno, ad esempio quelle della campagna “Bilanci di giustizia” (www.bilancidigiustizia.it) o quelle che fanno parte dei GAS-Gruppi di Acquisto Solidale(www.retegas.org).
Il progetto avviato dalla Provincia di Biella, nel corso del 2006, ha coinvolto 50 famiglie in un itinerario di cambiamento del proprio stile di vita, con informazioni, documentazioni, incentivi e incontri. A ogni famiglia è stata consegnata all’inizio del percorso una guida che individua alcuni ambiti di cambiamento, dal risparmio energetico al turismo responsabile, dalla finanza etica all’alimentazione, dalla bioedilizia ai rifiuti. Nella guida venivano indicate le problematiche legate alla sostenibilità ambientale o sociale per ciascun ambito e, accanto a queste, le alternative, tecnologiche e non, disponibili. Con esse anche i consigli pratici per modificare le proprie abitudini, i riferimenti locali per trovare aiuto e le informazioni riguardanti eventuali incentivi, non solo locali e nazionali (come quelli per i pannelli solari), ma anche legati specificamente al progetto “C.Ambie.R.E.Sti.?”. Ogni mese si è svolto un incontro, aperto agli iscritti e a tutti gli interessati, su uno dei temi presentati nella guida, alla presenza di esperti con i quali era possibile dialogare e chiedere chiarimenti e approfondimenti. Sempre mensilmente le famiglie avevano l’opportunità di confrontarsi a piccoli gruppi rispetto alle tematiche affrontate.
Sono inoltre stati distribuiti alcuni gadget come incentivo al cambiamento e che permettessero alle famiglie di poter sperimentare in modo diretto nuove modalità di consumo. Sono state consegnate lampadine a basso consumo energetico, riduttori di flusso da inserire nei rubinetti dell’acqua, sconti sugli acquisti offerti dalle botteghe del commercio equo e solidale di Biella e Cossato. Inoltre alle famiglie partecipanti agli incontri è stata data la possibilità di usufruire gratuitamente del servzio di baby sitting per facilitare la presenza della coppia.
Negli ultimi mesi si sono svolti alcuni incontri/laboratorio, dove i partecipanti hanno potuto apprendere e cimentarsi nella produzione di detergenti naturali, conoscere le antiche tecniche costruttive utilizzate per la Trappa di Sordevolo, degustare i formaggi dei produttori del progetto Lattevivo.
A partire dal mese di ottobre 2006 è in corso la ri-progettazione, in vista di un possibile C.Ambie.R.E.Sti. 2007, alla quale partecipano sia il gruppo dei tecnici che si sono occupati della formazione sulle varie tematiche affrontate, sia le famiglie che hanno partecipato al progetto e che ora sono interessate a fare in modo che il loro sapere e la loro esperienza ricadano a favore anche del resto della popolazione.






