I guardiani della luce

La non-sostenibilità del sistema energetico italiano dipende da quattro cause: la richiesta di energia è eccessiva; le fonti primarie utilizzate sono principalmente non-rinnovabili; gli apparati che trasformano l’energia primaria sono inefficienti; gli utilizzatori finali sprecano la risorsa loro resa disponibile.
Per modificare il sistema è necessario agire contemporaneamente su tutti e quattro i livelli, all’interno del proprio sistema energetico locale, acquisendone consapevevolezza: l’"avere cura" ha inizio dall’osservazione e dalla comprensione.

Osservo il mio sisema energetico locale e mi chiedo.
Ho bisogno di tutta l’energia che utilizzo? Posso forse ottenere lo stesso risultato e mantenere condizioni di benessere utilizzando meno energia? Ad esempio, se porto il bambino a scuola a piedi invece che in automobile, organizzandomi con i vicini di casa oppure se mantengo nella camera da letto 17 gradi di temperatura invece che 20.

Sono consapevole di quanta parte di energia che utilizzo discende da fonti rinnovabili? Il cibo è la più importante fonte di energia rinnovabile. Ogni azione svolta utilizzando i muscoli del nostro corpo è rinnovabile. Utilizzo bene questa risorsa?

Sono efficienti gli apparecchi che trasformano l’energia che utilizzo? Fondamentale qui è osservare anzitutto l’efficienza dell’involucro abitativo e dei veicoli utilizzati: in Italia questi sono i due grandi consumatori di energia degli individui. Ambedue caratterizzati da un’efficienza in genere bassa: le case tedesche consumano un terzo delle nostre per mantenere lo stesso livello di temperatura, ed esistono veicoli che consumano un decimo di energia a chilometro di quelli in commercio.
Utilizzo con attenzione l’energia? Non la spreco? L’energia costa agli individui costa all’ambiente. Sempre. Utilizzarla quando è necessario è accettabile, ma buttare via energia inutilmente è un crimine. Economico ed ecologico.

Queste domande andrebbero fatte sia dagli utilizzatori individuali che dagli utilizzatori collettivi [sia pubblici che privati] di energia, perché ciascuno si possa fare una auto-diagnosi del proprio “sistema energetico locale”. È necessario che gli utenti finali di energia diventino consumatori attivi e consapevoli, capaci di indirizzare bene sia l’impostazione della struttura che la gestione del loro sistema energetico.
Ciò è particolarmente significativo all’interno degli edifici pubblici, caratterizzati da notevoli consumi concentrati e dalla mancanza tanto di un incaricato della gestione come di una attenzione di ogni abitante all’evitare gli sprechi.

Il liceo ambientale di Laveno Mombello [Va] ha sperimentato un’azione concreta per la modifica del proprio sistema energetico, che ha consentito di ottenere il significativo risultato di una riduzione del 55 per cento dei consumi di energia elettrica dell’edificio scolastico. Questo è stato il risultato di una ri-progettazione corale del sistema di gestione dell’elettricità, al quale hanno partecipato tutti coloro che vivono l’edificio, studenti non-docenti e professori.

L’esperienza del liceo è esportabile in qualsiasi edificio pubblico. Un effetto importante dell’avvio di una gestione consapevole e condivisa del proprio sistema energetico locale, è che quell’azione sia davvero collettiva, cioè non finalizzata al bene individuale ma al bene comune. Rispetto all’egocentrismo che caratterizza il nostro attuale essere sociale, questa azione ha una valenza “rivoluzionaria”, sorprendente.
La scuola, dunque, ma anche il condominio o l’ufficio postale, l’insieme dei dipendenti di un municipio o di una bibilioteca, possono recuperare consapevolezza del loro essere comunità. Il successo di iniziative come quella portata avanti dai “guardiani della luce di Laveno” apre la strada a un certo ottimismo.

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