In Italia è possibile ridurre di almeno il 40 per cento la domanda di energia elettrica semplicemente adottando tecnologie più efficienti e scegliendo ed eliminando gli sprechi di energia elettrica. Altro che costruzione di nuove centrali. Su Carta lo ha spiegato più volte e in modo molto chiaro Maurizio Pallante, tra i promotori del movimento per la decrescita felice [molti suoi articoli sono su Carta.org/decrescita]; ma ora lo dice persino uno studio curato dallApat, l’agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente. I maggiori potenziali del risparmio risiedono nei motori elettrici, negi elettrodomestici e nell’illuminazione, che costituiscono il 90 per cento del potenziale stesso. In particolare, se si convertissero la attuali, obsolete e inquinanti centrali termoelettriche a olio combustibile, in micro-impianti a cogenerazione, i rendimenti potrebbero triplicare, rendendo così possibile una rete distribuita di generatori ad alta efficienza e decisamente a basso impatto ambientale.






