La scoperta dell'acqua calda. Risparmiare energia con la lavatrice

Lavatrice

È il terzo elettrodomestico più diffuso nelle case italiane, dopo frigorifero e televisione. Il consumo complessivo dovuto alle lavatrici in Italia supera i sette miliardi di kWh e costa, mediamente, dai 200 ai 300 euro tra energia e detersivo.

Il mercato delle lavatrici, guarda un po’, non ha mai amato parlare di riduzione dei consumi. Quando nel ‘92 è stata adottata una direttiva europea per l’applicazione di etichette che suddividono gli elettrodomestici in base al consumo, i costruttori di elettrodomestici hanno vivacemente protestato. Oggi, il mercato si diverte a ignorare prodotti che riducono i consumi: è il caso delle lavatrici a doppia elettrovalvola e di quelle a ultrasuoni [vedi box]. Per questo, in Italia è stata promossa la campagna «Lavatrici consapevoli».

Nel nostro paese esistono e si costruiscono da sempre lavatrici che hanno il doppio ingresso dell’alimentazione idrica, uno per l’aqua calda e uno per l’acqua fredda, ma non si trovano in vendita. Sono definite di classe AA. In questo tipo di lavatrici si può immettere l’acqua calda, quando il ciclo lo richiede, direttamente dall’impianto termico-sanitario. Scaldare l’acqua dal gas, tanto più se si possiedono pannelli solari, riduce il consumo di energia elettrica. Per questo, in Emilia Romagna si è costituito un gruppo di acquisto, coordinato da Alessandro Pullini [tel. 0547 346326], che raccoglie le richieste di lavatrici a doppia elettrovalvola. La Smeg di Reggio Emilia, che esporta quelle lavatrici in Gran Bretagna [è la logica conseguenze del liberismo nei trasporti, con ulteriore devastante impatto ambientale], si è impegnata a soddisfare le richieste del gruppo di acquisto. In poche settimane, spiegano i promotori della campagna, hanno già aderito singole persone, da Roma a Forlì, ma anche alcuni Gas, come quello di Padova, sono interessati.

Del resto, il tema della riduzione dei consumi degli elettrodomestici è al centro di numerose discussioni su forum on line. Navigando sui quei siti, tra l’altro, si apprende che lavatrici di quel tipo sono diffuse in Germania e Inghilterra, mentre alcune case [Ariston, Zanussi], alla richiesta di informazioni hanno risposto indicando prodotti che possono comunque essere collegati all’acqua calda: «l’unico svantaggio è che non si possono più utilizzare i programmi a freddo». Su Solecaldo.it si ricordano alcune imprese che hanno diffuso quelle lavatrici: Bosch, Simens, Baucnect e l’italiana Miele. Portasole.it fa invece due calcoli: la resistenza elettrica normalmente richiede 0,9 kWh per riscaldare circa 14 litri di acqua fredda [per portarli da 7 a 60 gradi], mentre nel caso della lavatrice a doppia elettrovalvola [o anche con l’allaccio tramite un miscelatore termostatico da doccia esterno], l’energia elettrica necessaria per portare 14 litri di acqua da 40 a 60 gradi sarebbe di soli 0,3 kWh. Lo stesso sito suggerisce il modello a micropulsazioni diffuso dalla Lg [che risparmia fino a 0,7 kWh e richiede anche un minor uso di acqua e detersivo]. Dunque, risparmi importanti [anche economicamente], considerando che un solo kWh consumato emette in atmosfera mezzo chilogrammo di anidride carbonica.

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