La giostra termica

Nei paesi industriali “avanzati” circa il 5 per cento del consumo totale di fonti fossili viene assorbito dal riscaldamento dell’acqua sanitaria, che nella maggior parte dei casi viene utilizzata come acqua corrente per cui quando finisce nello scarico è ancora calda.

Perché sprecare tutto quel calore, quando può essere riutilizzato per riscaldare altra acqua?
In base a questo principio più di trenta di anni fa è stato realizzato un lavandino termodinamico, che recupera il calore dell’acqua di scarico per riscaldare il flusso dell’acqua calda corrente.

Lo start di questa giostra che si autoalimenta è dato da un riscaldatore elettrico collegato col rubinetto in modo da evitare le dispersioni termiche che si avrebbero lungo le tubazioni tra lo scaldabagno e i sanitari.
Una volta avviato il processo, uno scambiatore di calore collocato nel sifone recupera la potenza termica dell’acqua calda che defluisce nello scarico e la fa confluire nel riscaldatore, che la integra per innalzare alla temperatura voluta l’acqua fredda proveniente dall’acquedotto. Così si riscalda soltanto il flusso tra il rubinetto e lo scarico del lavandino.

Nei tubi da cui arriva al rubinetto l’acqua è ancora fredda, quando scende nel tubo di deflusso è di nuovo fredda.

Questo dispositivo, in apparenza banale, con una potenza elettrica di 1,5 chilowatt eroga un getto d’acqua calda della potenza termica di circa 4,5 chilowatt. Il rapporto tra l’energia primaria che utilizza e l’energia derivata che fornisce è pertanto di uno a tre, mentre nei lavabi con un sistema tradizionale di riscaldamento elettrico dell’acqua si ottengono rendimenti non superiori al 15 per cento.

L’efficienza di questo lavandino consente dunque di ridurre circa diciotto volte i consumi energetici per riscaldare l’acqua dei sanitari.

È più conveniente economicamente, ecologicamente e in termini autosufficienza energetica costruire nuove centrali termoelettriche a cicli combinati alimentati a metano, o sostituire i milioni di scaldabagni elettrici ancora in funzione con milioni di apparecchi che recuperano l’energia termica dell’acqua calda di scarico?

I grandi impianti che accrescono l’offerta di energia sono più o meno vantaggiosi di una miriade di piccole realizzazioni che consentono di ridurre la domanda?

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