C’è chi sostiene un turismo “responsabile”, cioè a basso impatto ambientale e sociale, chi un consumo critico, e ancora chi preferisce una finanza etica o l’utilizzo di fonti rinnovabili. E da qualche mese c’è chi pensa che anche i subacquei possono essere sommozzatori “attenti”. La nuova Carta internazionale del Sommozzatore responsabile, approvata in primavera, spiegano i promotori, è una guida e non una somma di costrizioni: “le sue proposte debbono essere considerate caso per caso, perché i siti d’immersione e le situazioni differiscono da luogo in luogo”.
Il suo obiettivo è incitare ciascuno di noi a interrogarsi e a praticare delle condizioni d’immersione adatte per una preservazione e una partizione equa delle ricchezze del mare. La Carta invita a prepararsi al viaggio e all’immersione con attenzioni da osservare prima, durante e dopo l’immersione. Il testo della Carta è su:






