Il si’ al Mose del Comitatone per Venezia dopo la riunione a Palazzo Chigi ‘’non e’ una sconfitta’’ per il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, perche’" – spiega in una intervista a La Repubblica – "era necessario che le posizioni si definissero con assoluta chiarezza, che si sapesse con precisione chi ha deciso di spendere 4 miliardi e mezzo di euro, soldi sufficienti a risanare tutti i Comuni italiani, per un’opera che ha enormi criticita’ e problematicita’’’. ‘’Ognuno ora – aggiunge – si assume le proprie responsabilita’‘’. E Cacciari, che questo concetto lo ha ribadito al Comitatone, nella riunione afferma di aver presentato anche ’’un ordine del giorno dettagliato che faceva seguito a 2mila pagine di relazioni e pareri scientifici che testimoniavano la fondatezza delle posizioni del Comune’’. ’
‘Ci sono esperti – spiega il sindaco di Venezia – che dicono che le previsioni di marea sulle quali si fonda il progetto del Mose non sono, diciamo cosi’, caute. Alla fine del secolo il livello medio del mare sara’ piu’ alto di mezzo metro, rendendo inefficace l’opera stessa’’.
Cacciari quindi sottolinea che ora monitereranno i cantieri ‘’con attenzione. Il Comitatone ha approvato all’unanimita’ un ordine del giorno in questo senso. E soprattutto continueremo con le opere di salvaguardia di Venezia, se il Governo sara’ cosi’ gentile da concederci altri fondi’’.
Per il primo cittadino di Venezia comunque altre proteste ‘’non servono a niente’’ perche’ ‘’in democrazia si discute e si decide’‘, ne’ Cacciari auspica l’intervento della magistratura.
‘’Le mie battaglie – dice – sono sempre state politiche e culturali. Per formazione non ho mai voluto avere a che fare con la magistratura e non mi auguro certo che in questa vicenda sia un pm a decidere’’.






