3.086.524 cittadini hanno risposto alla consultazione avviata dalla Coalizione “Liberi da Ogm” per decidere per un modello agroalimentare di qualità e, appunto, libero da Ogm. Questi i numeri che “Liberi da Ogm” ha reso noti oggi durante la conferenza stampa.
La consultazione nazionale–durata due mesi–ha registrato 3.068.958 di sì e 17.566 di no. «E’ stata una esperienza di democrazia partecipata e di ricoesione sociale assolutamente inedita nel nostro Paese, che ha coinvolto 32 organizzazioni e milioni di cittadini in oltre duemila eventi in tutta Italia», dicono quelli della Coializione. Da una prima analisi del voto infatti, emerge la netta la prevalenza del nord Italia, con il 52 per cento dei voti, seguito dal centro (con il 28 per cento) e dal sud (20 per cento). Oltre 500 mila i voti sono stati espressi attraverso il web (il 16,66 per cento del totale), di cui 504.526 sono stati i si e 9676 i no, con una media di più 8200 voti al giorno. «Su di essi è stato possibile effettuare una prima analisi dei votanti–fa sapere la Coalizione–da cui emerge che il 63 per cento è costituito da persone tra i 26 e i 50 anni, seguiti dagli over 50 (27 per cento) e dai giovani tra i 14 e i 26 anni (10 per cento). Secondo Roberto Gradnik, presidente di Assobiotec (associazione di Federchimica che riunisce le imprese biotech italiane), i risultati della consultazione però non sono credibili. «Quale credibilità può avere–chiede Gradnik–una raccolta firme di cui nessun italiano si è accorto?».
I risultati parlano da soli e più di 3 milioni di cittadini forniscono la risposta a Gradink. Forse tre milioni di persone che volgiono un mondo libero da Ogm sono troppo poche?






