Si è chiuso un 2006 contraddittorio, con segnali molto positivi sulla ripresa dei consumi e delle superfici convertite al biologico, sull’aumento dell’export, su una straordinaria attenzione della politica italiana al nostro settore, cui finalmente dedica, nella contestatissima legge finanziaria, importanti risorse per garantirne una adeguata promozione. Ma anche con una proposta di nuovo regolamento Europeo sul Bio che ammette la contaminazione da Ogm dei prodotti Bio, con un Ministero che ha fatto passare inopinatamente un altro anno senza spendere i 5 milioni di Euro stanziati due anni fa per la promozione del nostro settore, con una partita ancora da giocare su come saranno investite le risorse previste dai Psr nelle diverse regioni Italiane, con l’ennesimo spreco delle risorse che la Pac destinerebbe a premiare l’agricoltura di qualità ed ecologicamente sostenibile.
I prossimi mesi saranno decisivi, da qui a giugno, infatti, si decideranno gli scenari dei prossimi cinque/dieci anni. Allora dobbiamo ricordarci che siamo un Movimento e mettere in piedi una agenda forte di mobilitazione.
Innanzi tutto il mondo della produzione deve dire chiaramente che di contaminazione da Ogm non ne vuole sentire parlare e si deve organizzare affinché in Europa si abbia la forza di affermarlo e si faccia lobby sui governi e sui parlamentari europei. La prima scadenza è, infatti, il parere che il parlamento europeo dovrà dare in merito alla proposta di Regolamento.
Questo pronunciamento è decisivo, ed è fondamentale che il parlamento si esprima, in maniera netta e chiara, affinché nei prodotti biologici non sia autorizzata alcuna contaminazione: tolleranza zero. È quello che vogliono sia i consumatori che i produttori europei. È assolutamente immorale che ci impongano la contaminazione accidentale allo 0,9 per cento, la stessa dei prodotti convenzionali. Abbiamo il diritto di non essere contaminati e lo vogliamo difendere. È la base di quella sovranità alimentare che ristabilisce il nostro diritto di scegliere quello che vogliamo mangiare e coltivare.
Il parlamento europeo, pur esprimendo solo un parere, giocherà un ruolo essenziale. Con un pronunciamento contrario della maggioranza dei parlamentari, in consiglio dei ministri agricoli, dove si prenderà la decisione finale, avremo molte più possibilità di aggregare un congruo numero di Stati che eviti questa inopinata omologazione dell’agricoltura biologica al convenzionale che mira, in definitiva, all’apertura dei campi ad una impossibile coesistenza fra colture Ogm e non.
La grande fiera tedesca del biologico, il Biofach a febbraio, sarà sicuramente un luogo importantissimo per costruire questa offensiva che può vincere solo se avrà un vero respiro europeo. L’Italia sarà la nazione dell’anno al Biofach e noi dovremo caratterizzare la nostra presenza per i valori che il Movimento biologico ha saputo elaborare in questi anni e che ci hanno permesso di diventare non solo i più grandi produttori Europei, ma anche i più grandi sostenitori dell’agricoltura biologica come modello di produzione e consumo che è alla base del rilancio del mondo rurale italiano e che fa dell’agricoltura uno dei più importanti elementi di innovazione della nostra società.
Gli Ogm sono ormai un vecchio modo di intendere una ricerca che rincorre l’insostenibile e non interessa più.
Aiab si impegnerà per questo e chiederà alle Regioni, al Ministero e a tutti i soggetti interessati di dare questa forte impronta alla nostra partecipazione: aspettare che arrivi il Regolamento così com’è, è sicuramente il peggior modo per promuovere questa straordinaria esperienza che abbiamo costruito negli ultimi quindici anni.
Anche per questo motivo la nostra campagna di adesione per il 2007 vuole avere un carattere straordinario, dobbiamo essere tanti, tantissimi per costruire, difendere e promuovere l’agricoltura biologica che piace a noi, con le campagne vive, innovative e senza Ogm.






