Giovanni Brambilla è un allevatore e agricoltore a . Dice, senza troppi giri di parole, che “gli Ogm sono soprattutto un grande affare” e che “l’agricoltura biologica non può ammettere alcun tipo di tolleranza: sarebbe la sua morte”.
Graziano Poggioli non è un contadino come Giovanni, ma condivide le sue idee. Graziano è assessore all’agricoltura e alimentazione della Provincia di Modena, uno dei numerosi amministratratori locali impegnati a costruire una rete contro le grandi imprese dell’agricoltura industrializzata. “Uno dei principi cardine dell’agricoltura biologica è il rifiuto degli Ogm. Non può esistere qualcosa che chiamiamo biologico e ha un residuo di Ogm”, spiega Poggioli.
Su questi temi la Provincia di Modena sta coinvogendo tutti i quarantasette comuni e le tre comunità montane del territorio. “C’è un interesse trasversale molto forte su questo tipo scelte, anche se poco evidente”, aggiunge Poggioli. Anche per questo il nuovo Piano regionale di sviluppo rurale, sostenuto anche dalla Provincia di Modena, ha assunto il “modello biologico” come scelta strategica, “perché compatibile per la salvaguardia del suolo e dell’acqua e perché riduce i consumi di energia”.
Intanto, la Provincia di Modena insieme ad Aiab Emilia Romagna si preparano al congresso mondiale della Federazione internazionale dei movimenti dell’agricoltura biologica [Ifoam], che si organizza ogni tre anni e che sarà ospitato nel giugno 2008 a Modena.
Un appuntamento più utile, perché più vicino, per la campagna Liberi da Ogm è invece Biofach, la fiera europea del biologico, che si aprirà il 16 febbraio a Norimberga. Saranno molte le organizzazioni per l’agricoltura biologica, come Aiab “www.aiab.it”:http://www.aiab.it], e gli amministratori locali “www.rfb.it”:http://www.rfb.it] che parteciperanno per sostenere le campagne contro il regolamento in discussione al parlamento europeo.
“Occorre davvero mirare alla salvaguardia del cittadino e sostenere le produzioni di qualità” dice l’assessore all’agricoltura della regione Lazio Daniela Valentini, che ha preso parte nei giorni scorsi al convegno sul tema degli Ogm che si è svolto a Bruxelles. “Per difendere questi principi–aggiunge Valentini–l’amministrazione si batterà a livello comunitario con altri enti locali per ribadire il principio di precauzione. Il convegno è stato un’ulteriore iniziativa per informare l’Europa su un tema così importante e che purtroppo ha coinciso con la bocciatura, da parte della commissione agricoltura del parlamento europeo, di tutti gli emendamenti che rafforzavano il principio di precauzione. Per l’importanza e la centralità del tema continueremo la nostra battaglia insieme ai parlamentari europei affinchè la decisione presa dalla commissione agricoltura del parlamento europeo venga annullata nella prossima assemblea plenaria”.
Su iniziativa della coalizione Liberi da Ogm è stato inviato anche un appello a tutti i parlamentari europei affinché votino contro l’approvazione della revisione del regolamento 2092/91 che estende il residuo dello 0,9, per cento ai prodotti bio. Nell’appello, tra l’altro, si legge [il testo completo è su Carta.org]: “Gli Ogm sono espressione di un modello di sviluppo fondato sull’appiattimento e sull’omologazione dell’agricoltura al servizio di logiche industriali… Abbiamo il diritto di non essere contaminati e lo vogliamo difendere. È la base di quella sovranità alimentare che ristabilisce il nostro diritto di scegliere quello che vogliamo mangiare e coltivare”.






