Circa centomila pellegrini si stanno già mettendo in marcia per raggiungere la salma di Padre Pio, che domani per la prima volta dopo quarant’anni sarà esposta al pubblico nella chiesa di San Giovanni in Rotondo.
Il corpo e il volto del frate, «ringiovaniti» dai maestri del museo delle cere di Londra, attenderanno nella cripta di Santa Maria delle Grazie le visite, che non subiranno alcuna interruzione fino all’esaurimento [numerico] dei fedelissimi giunti senza prenotazione.
Ma a partire da venerdì Padre Pio farà tassativamente turni regolari di dodici ore al giorno, per ricevere le 748 mila visite prenotate per i prossimi mesi: 600 visite all’ora, per un afflusso giornaliero di circa settemila persone. In alberghi e ristoranti sorti sul posto come funghi, le prenotazioni si susseguono al ritmo di 10 mila al giorno.
Ma al festival della santità domani in mondovisione, non potevano mancare personalità e politici: dal governatore Nichi Vendola, all’immancabile Silvio Berlusconi e persino alle telecamere di Al Jazeera. Unica voce contaria a questa vasta operazione di marketing, quella dell’associazione «Padre Pio non si tocca», che in una lettera inviata al Papa chiede la destituzione del vescovo di San Giovanni e di alcuni frati: «C’é la necessità di evitare atti di simonia», afferma.






